i dati dell’inflazione a Ferrara
I generi alimentari ancora in calo In un mese - 1,7%
Forse era solo un falso allarme, oppure una fiammata che non ha lasciato sul campo conseguenze durature. Sono i dati a dimostrare come un pericolo inflazione, particolarmente temuto dai consumatori,...
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Forse era solo un falso allarme, oppure una fiammata che non ha lasciato sul campo conseguenze durature. Sono i dati a dimostrare come un pericolo inflazione, particolarmente temuto dai consumatori, si stia allontanando. Dopo una crescita che tra l’inverno e la primavera sembrava poter essere piuttosto arrembante, continua infatti a scendere il livello dei prezzi anche nel mese di giugno. La consueta rilevazione provvisoria elaborata dall’Ufficio statistica del Comune ci parla, a Ferrara, di un -0,3% rispetto a maggio (si tratta del secondo segno meno consecutivo) e di un tasso tendenziale (ovvero la variazione su giugno 2016) tornato a quota 0,8%, in sensibile calo dall’1,3% precedente. I ribassi hanno molto a che fare con il carrello della spesa, il che apporta un indubbio beneficio a chi quotidianamente si deve confrontare con la lista dei prodotti da comprare e allo stesso tempo con l’obiettivo risparmio.
I prezzi dei prodotti alimentari sono calati, nel giro di trenta giorni, dell’1,7%: nel dettaglio, incidono soprattutto le diminuzioni che riguardano vegetali freschi o refrigerati diversi dalle patate (-11,6%) e quelli relativi a frutta fresca o refrigerata (-7,8%). Se ne deduce che il rialzo dei prezzi dovuti alle gelate dei mesi freddi, che avevano portato a un picco dei ricarichi non indifferente, è definitivamente rientrato; anzi, andrà valutato nelle prossime settimane quali viceversa saranno le ricadute della siccità e del caldo di questi giorni. Su questo abbassamento dei cartellini dei prodotti di largo consumo potrebbe aver inciso anche una maggior competizione tra le strutture di vendita presenti sul mercato, dopo la recente apertura dell’Iper Tosano cui hanno dovuto dare risposta le altre realtà. Tornando all’analisi statistica complessiva, vanno notati anche i ribassi delle divisioni merceologiche dei servizi ricettivi e di ristorazione (-0,8 rispetto a maggio) e quello delle comunicazioni (-0,9%). In aumento invece i trasporti (+0,5% mensile e +3,3% su giugno dell’anno passato), dove ancora si fatica a vedere effetti dalle quotazioni in ribasso consistente, negli ultimi tempi, del petrolio a livello mondiale.
Fabio Terminali
I prezzi dei prodotti alimentari sono calati, nel giro di trenta giorni, dell’1,7%: nel dettaglio, incidono soprattutto le diminuzioni che riguardano vegetali freschi o refrigerati diversi dalle patate (-11,6%) e quelli relativi a frutta fresca o refrigerata (-7,8%). Se ne deduce che il rialzo dei prezzi dovuti alle gelate dei mesi freddi, che avevano portato a un picco dei ricarichi non indifferente, è definitivamente rientrato; anzi, andrà valutato nelle prossime settimane quali viceversa saranno le ricadute della siccità e del caldo di questi giorni. Su questo abbassamento dei cartellini dei prodotti di largo consumo potrebbe aver inciso anche una maggior competizione tra le strutture di vendita presenti sul mercato, dopo la recente apertura dell’Iper Tosano cui hanno dovuto dare risposta le altre realtà. Tornando all’analisi statistica complessiva, vanno notati anche i ribassi delle divisioni merceologiche dei servizi ricettivi e di ristorazione (-0,8 rispetto a maggio) e quello delle comunicazioni (-0,9%). In aumento invece i trasporti (+0,5% mensile e +3,3% su giugno dell’anno passato), dove ancora si fatica a vedere effetti dalle quotazioni in ribasso consistente, negli ultimi tempi, del petrolio a livello mondiale.
Fabio Terminali
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