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«L’Unione si regge anche senza Jolanda» Zaghini è già avanti

«L’Unione si regge anche senza Jolanda» Zaghini è già avanti

JOLANDA DI SAVOIA. Il caso Jolexit tiene ancora banco. A partire dal consiglio dell’Unione con molti interventi legati al bilancio, all’uscita di Jolanda ed ai suoi riflessi su “Terre e Fiumi”. «Per...

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JOLANDA DI SAVOIA. Il caso Jolexit tiene ancora banco. A partire dal consiglio dell’Unione con molti interventi legati al bilancio, all’uscita di Jolanda ed ai suoi riflessi su “Terre e Fiumi”. «Per la prima volta - spiega l’assessore al bilancio Eric Zaghini -, non solo affrontiamo i problemi, ma possiamo fare investimenti ed accantonare. È la prova che non siamo chiusi in un alone di negatività. L’Unione aiuta. Pensiamo sia giusto usare l'attivo per progetti che vadano incontro al bene di tutta l’Unione. Magari in futuro si potranno ridurre le quote, se la scelta sarà sostenibile. L’importante, per questo bilancio e nei prossimi, è che non spendiamo soldi che non ci sono, seguendo la nuova contabilità per buone costruzioni di bilancio».

Poi Zaghini si è tolto alcuni sassolini dalle scarpe... «Il Comune di Jolanda deve all’Unione ancora 500.000 euro. Chiederemo un rientro immediato, in caso di uscita. Da due anni, non paga per l’assistenza ai disabili nelle scuole. E questa spesa è a carico dei ‘satrapi’ dell’Unione, dato che l'assistenza è continuata. Non sono state pagate le quote Acer degli ultimi 18 mesi. E dovrà, comunque, farsi carico delle quote e spese di recesso per le molte convenzioni che consentono di far funzionare i servizi. L’Unione si regge anche a cinque: non ci saranno ‘contagi’. Il problema che i cittadini dell'Unione, accusati di essere dei ‘satrapi’, hanno garantito i servizi ai cittadini di Jolanda. Se loro pensano di poter fare di più con meno, io faccio i miei auguri, ma credo nella termodinamica, e non credo ci riusciranno».

A tal proposito, però, dobbiamo ribadire che sia l’Unione e, soprattutto, i segretari del Pd Calvano (regionale) e Vitellio (provinciale) intervengono tardivamente se l’obiettivo era ‘salvare’ Jolanda, specie in riferimento all’incontro pubblico annunciato e mai effettuato. E questo vale di risposta al comunicato di ieri del Pd di Copparo che scrive: «Non condividiamo l’analisi contenuta nell’articolo della Nuova Ferrara con cui si afferma che il Pd sul caso Jolanda è “arrivato lungo”. Riteniamo che il dibattito pubblico, su un tema che consideriamo centrale, meriti di andare ben oltre la mera elencazione delle date di pubblicazione dei comunicati stampa delle forze politiche. In altri termini, crediamo che la gestione associata non sia una gara sui quotidiani “a chi parla per primo” o a chi “ottiene l’articolo più bello”... L’Unione stessa è stata la struttura che ha permesso ai cittadini di Jolanda di ricevere servizi anche quando la loro amministrazione ha (purtroppo) smesso di pagare le quote dovute”.

Nel dibattito interviene anche Valerio Casalicchio, ex sindaco di Jolanda, critico con la sua erede Elisa Trombin: «Siamo nati civici nel 1995, con i nostri pregi e difetti, ma siamo stati sempre fra i pochi Comuni civici della provincia. Ebbene, un sindaco civico che dichiara di aver votato alle primarie del Pd non ci può stare, perché perdi la tua caratteristica. Dice di aver ricevuto Renzi a Jolanda e di avergli espresso grande stima, ma di cosa stiamo parlando? Per quanti l’hanno votata questa è una cosa inaccettabile. L’uscita dall’Unione? La decisione è stata accelerata proprio dopo la visita di Renzi. Resto dell’idea che ci sia un regista di tutto questo, magari mi sbaglio». (ale.bas.)

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