Formazione per creare nuovi artigiani
Vancini (Confartigianato): vogliamo preparare una decina di richiedenti asilo ad un’attività lavorativa
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Visto che gli arrivi di richiedenti asilo per ora non si arrestano, anzi, e non è che le prospettive a medio termine siano migliori, tanto vale organizzarsi stabilmente per offrire loro la possibilità d’imparare un mestiere, magari anche in proprio. È questo il ragionamento che sta alla base del progetto Confartigianato d’integrazione, presentato nei giorni scorsi anche al vescovo Gian Carlo Perego. «L’accoglienza è stata positiva, anche il vescovo è interessato ad esperienze diverse dalla semplice accoglienza - spiega Giuseppe Vancini, direttore di Confartigianato - Abbiamo scartato l’idea di attivare lavori socialmente utili, vogliamo creare percorsi che possano portare ad un lavoro “vero” e duraturo, in realtà produttive nostre associate». Bisogna ricordare che i richiedenti asilo non possono svolgere attività lavorative mentre sono in attesa di un sì o un no definitivo alla loro richiesta di asilo/protezione, quindi bisogna sfruttare questo periodo che dura all’incirca un paio d’anni per preparare questi ragazzi ad un futuro lavorativo. «Abbiamo coinvolto Città del ragazzo e Formart, la nostra società di formazione, e preso contatto con un primo gruppo di aziende - è ancora Vancini a parlare - L’idea è di utilizzare parte dei fondi dell’accoglienza per un progetto di formazione e orientamento che coinvolga direttamente le aziende, in modo da preparare i migranti a futuri tirocini in realtà in qualche maniera già conosciute. Vogliamo inoltre introdurre questi ragazzi all’attività imprenditoriale nel settore dell’artigianato, che vede già tanti protagonisti stranieri».
Le cifre confortano questa visione di Confartigianato: in Italia le attività artigiane straniere costituiscono il 13,6% del totale, in Emilia siamo al 18,7% e a Ferrara al 12,5%. Parliamo quindi di 1.114 attività artigiane, delle quali 735 nelle costruzioni, 139 nella manifattura, 128 nei servizi alla persona, 106 nei servizi alle imprese, 5 in “altre attività”. «L’artigianato potrebbe essere se non la soluzione definitiva al problema dell’integrazione, parte di essa. E in linea con la vocazione italiana e ferrarese» è l’incipit del progetto Confartigianato. Non vengono prese in considerazione, invece, le attività socialmente utili, ed è questo il motivo per il quale la Cisl non fa più parte del progetto, «loro continuano a credere in queste attività» sottolinea Vancini.
Per il momento si parla di una decina di richiedenti asilo da incardinare in questo percorso, la selezione sarebbe a carico del Comune di Ferrara senza passare per bandi o procedure a evidenza pubblica. «L’estate servirà a mettere a punto il progetto e raccogliere tutte le disponibilità da parte delle nostre aziende. In autunno - è la chiusura del direttore Confartigianato - riteniamo di poter presentare il progetto all’amministrazione comunale, che è il nostro interlocutore in prima battuta». (s.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Le cifre confortano questa visione di Confartigianato: in Italia le attività artigiane straniere costituiscono il 13,6% del totale, in Emilia siamo al 18,7% e a Ferrara al 12,5%. Parliamo quindi di 1.114 attività artigiane, delle quali 735 nelle costruzioni, 139 nella manifattura, 128 nei servizi alla persona, 106 nei servizi alle imprese, 5 in “altre attività”. «L’artigianato potrebbe essere se non la soluzione definitiva al problema dell’integrazione, parte di essa. E in linea con la vocazione italiana e ferrarese» è l’incipit del progetto Confartigianato. Non vengono prese in considerazione, invece, le attività socialmente utili, ed è questo il motivo per il quale la Cisl non fa più parte del progetto, «loro continuano a credere in queste attività» sottolinea Vancini.
Per il momento si parla di una decina di richiedenti asilo da incardinare in questo percorso, la selezione sarebbe a carico del Comune di Ferrara senza passare per bandi o procedure a evidenza pubblica. «L’estate servirà a mettere a punto il progetto e raccogliere tutte le disponibilità da parte delle nostre aziende. In autunno - è la chiusura del direttore Confartigianato - riteniamo di poter presentare il progetto all’amministrazione comunale, che è il nostro interlocutore in prima battuta». (s.c.)
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