Morto sotto l’albero Lutto per il volontario
Lacrime a Comacchio: un grande uomo con un cuore d’oro
3 MINUTI DI LETTURA
COMACCHIO. In via Rinascita ieri, una delle strade maggiormente colpite dalla forza devastante della tromba d’aria dell’altra sera, c’era ancora la coperta con cui Mario Luciani era stato protetto, in attesa dell’arrivo dei soccorritori. Il vedovo 70enne, travolto da un albero sradicato dal vento, a pochi metri dalla sua abitazione, alla quale stava facendo rientro per l'ora della cena, si è spento all’ospedale di Cona dopo circa tre ore dall’incidente.
A raccontare quei momenti drammatici, è Sandra Gradara, giovane comacchiese intervenuta per prima a prestare soccorso all’anziano. «Mi ero appena immessa con la mia auto - ricorda Sandra -, sulla via Rinascita dopo esser andata a trovare mia mamma. Ho notato che la strada era ostruita da un grosso albero crollato. Mi sono avvicinata, nella speranza di riuscire a spostarlo - prosegue Sandra -, quando ho visto la sagoma di un uomo sotto le fronde. Ho cercato subito di spostarlo, ma non ci sono riuscita e ho chiamato ad aiutarmi alcuni ragazzi che abitano nella zona. A fatica siamo riusciti ad estrarlo e a metterlo in posizione laterale di sicurezza».
Luciani, che era stato travolto mentre rientrava in bicicletta dal circolo Anziani don Bosco, aveva purtroppo perso conoscenza ed è giunto all’ospedale di Cona in coma. I cognati Caterina e Pierluigi Mangherini sono stati allertati in tarda serata, quando erano in attesa del riscontro di una Tac ed invece è stato purtroppo loro comunicato che la situazione era precipitata.
«Il crollo dell’albero - dichiara scossa la cognata -, gli ha procurato lo sfondamento del torace e due costole hanno perforato un polmone. Era in coma, sedato, ma in ospedale sono sopraggiunti due arresti cardiaci e di lì a poco il decesso anche per tante complicanze. Mario aveva riportato anche un forte trauma toracico».
L’uomo, vedovo da un paio di anni, dedicava gran parte della giornata al volontariato, al servizio del circolo anziani don Bosco e negli ultimi anni aveva trasmesso la sua passione per l’intaglio anche ai più piccoli. «Mario era un volontario dal cuore d’oro, una gran degna persona - tiene a specificare Maria Teresa Romani -; coltivava una passione, quella per la creazione di fiocine in legno. Quando ho visto arrivare l’ambulanza - prosegue la vicina -, mi sono chiesta cosa fosse successo. Siamo rimasti tutti di stucco qui. Ancora fatichiamo a credere a quello che è successo».
Ieri mattina i parenti di Mario Luciani si sono recati dai carabinieri e all’istituto di Medicina Legale di Ferrara, dove la salma è stata messa a disposizione dell’autorità giudiziaria, in attesa dell’autopsia.
Il via vai nella zona ieri è stato un modo da parte degli amici e dei compaesani per portare un segnale d’affetto tangibile ad un amico, proprio nel luogo in cui ha perso la vita. «Ci eravamo visti proprio martedì, - interviene un uomo -, il giorno prima della disgrazia. Mario era sempre disponibile con tutti, altruista e si illuminava quando poteva spiegare ai bambini la sua passione. È venuto a mancare così all’improvviso, una tragedia. Non ci sembra vero».
Katia Romagnoli
A raccontare quei momenti drammatici, è Sandra Gradara, giovane comacchiese intervenuta per prima a prestare soccorso all’anziano. «Mi ero appena immessa con la mia auto - ricorda Sandra -, sulla via Rinascita dopo esser andata a trovare mia mamma. Ho notato che la strada era ostruita da un grosso albero crollato. Mi sono avvicinata, nella speranza di riuscire a spostarlo - prosegue Sandra -, quando ho visto la sagoma di un uomo sotto le fronde. Ho cercato subito di spostarlo, ma non ci sono riuscita e ho chiamato ad aiutarmi alcuni ragazzi che abitano nella zona. A fatica siamo riusciti ad estrarlo e a metterlo in posizione laterale di sicurezza».
Luciani, che era stato travolto mentre rientrava in bicicletta dal circolo Anziani don Bosco, aveva purtroppo perso conoscenza ed è giunto all’ospedale di Cona in coma. I cognati Caterina e Pierluigi Mangherini sono stati allertati in tarda serata, quando erano in attesa del riscontro di una Tac ed invece è stato purtroppo loro comunicato che la situazione era precipitata.
«Il crollo dell’albero - dichiara scossa la cognata -, gli ha procurato lo sfondamento del torace e due costole hanno perforato un polmone. Era in coma, sedato, ma in ospedale sono sopraggiunti due arresti cardiaci e di lì a poco il decesso anche per tante complicanze. Mario aveva riportato anche un forte trauma toracico».
L’uomo, vedovo da un paio di anni, dedicava gran parte della giornata al volontariato, al servizio del circolo anziani don Bosco e negli ultimi anni aveva trasmesso la sua passione per l’intaglio anche ai più piccoli. «Mario era un volontario dal cuore d’oro, una gran degna persona - tiene a specificare Maria Teresa Romani -; coltivava una passione, quella per la creazione di fiocine in legno. Quando ho visto arrivare l’ambulanza - prosegue la vicina -, mi sono chiesta cosa fosse successo. Siamo rimasti tutti di stucco qui. Ancora fatichiamo a credere a quello che è successo».
Ieri mattina i parenti di Mario Luciani si sono recati dai carabinieri e all’istituto di Medicina Legale di Ferrara, dove la salma è stata messa a disposizione dell’autorità giudiziaria, in attesa dell’autopsia.
Il via vai nella zona ieri è stato un modo da parte degli amici e dei compaesani per portare un segnale d’affetto tangibile ad un amico, proprio nel luogo in cui ha perso la vita. «Ci eravamo visti proprio martedì, - interviene un uomo -, il giorno prima della disgrazia. Mario era sempre disponibile con tutti, altruista e si illuminava quando poteva spiegare ai bambini la sua passione. È venuto a mancare così all’improvviso, una tragedia. Non ci sembra vero».
Katia Romagnoli
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
