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Staffetta migranti-detenuti per coltivare le zucche violine

Staffetta migranti-detenuti per coltivare le zucche violine

Una “staffetta” tra profughi e detenuti per coltivare zucche attorno al carcere. È quanto sta succedendo già da qualche settimana in via Arginone, su di un terreno concesso in comodato all’associazion...

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Una “staffetta” tra profughi e detenuti per coltivare zucche attorno al carcere. È quanto sta succedendo già da qualche settimana in via Arginone, su di un terreno concesso in comodato all’associazione Viale K, dove sono già spuntate cinquemila piantine. Il terreno è di circa 3 ettari e si trova nell’intercinta tra il muro e la rete del carcere, ci possono lavorare i detenuti che usufruiscono delle misure attenuate. «I detenuti sono stati già selezionati e stanno svolgendo un corso di formazione con Irecoop - spiega don Domenico Bedin (Viale K) - Una volta pronti potranno occuparsi loro della coltivazione di zucche violine Igp, attivata grazie alla collaborazione con Confagricoltura, che sono state finora curate dai profughi della coop Meeting point. L’idea non è solo di coltivare e vendere le zucche, ma di lavorare la polpa in maniera da ottenere prodotti a più alto valore aggiunto, per guadagnare di più». Si tratta di un vero e proprio tirocinio formativo per i carcerati, un passo avanti rispetto all’attività di volontariato già svolto all’interno di via Arginone, negli orti sviluppati nell’area recintata. Il passo successivo sarà di sviluppare un’attività esterna, per chi può usufruire della possibilità di lavoro. Don Bedin lancia una proposta anche ai ristoratori ferraresi, «se qualcuno di loro vuole darci suggerimenti su come lavorare la zucca per impiegarla in piatti ferraresi, saremo ben felici di accoglierli». In futuro si pensa anche di piantare fragole.

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