Turismo risorsa ferrarese Offre lavoro per 20mila
Aumentano le presenze in Emilia Romagna e il valore aggiunto nell’economia Un settore che in provincia occupa il 12,7% degli addetti e un’incidenza del 14,5%
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Turismo col segno più in Emilia-Romagna e con sempre maggior forza importante fattore di sviluppo per l’economia regionale. Il settore chiude infatti il primo semestre 2017 con oltre 17 milioni di presenze, +7,6% rispetto ai 16 milioni registrati nello stesso periodo del 2016, mentre gli arrivi superano i 5 milioni, +8% sui circa 4,8 milioni della prima metà dell’anno scorso. In aumento sia la clientela nazionale (+8,3% gli arrivi e +7,4% le presenze) sia quella internazionale (+7,2% gli arrivi e +8,5% di presenze).
La prima metà di quest’anno vede infatti una crescita praticamente di tutti i comparti: la costa con 2,5 milioni di arrivi (+8,4%) e 10,7 milioni di presenze (+6,6%), le città d’arte con 1,5 milioni di arrivi (+8,2%) e 3,4 milioni di presenze (+11,5%), l’appennino con 141mila arrivi (+4,4%) e 583mila presenze (+2,8%). E che il turismo emiliano romagnolo goda di ottima salute viene confermato anche dalla voce “Altre località”, introdotta nei monitoraggi dal 2016, che comprende i comuni che non rientrano, per le loro caratteristiche, nei prodotti turistici tradizionali, come ad esempio Carpi e Fidenza, oppure Sassuolo e Imola (questi ultimi dall’anno scorso promuovono congiuntamente il nuovo prodotto turistico Ceramic Land): 835mila gli arrivi (+8,7%) e 2,1 milioni le presenze (+11%). E anche per le terme sono in crescita gli arrivi - 176mila, +0,6% -, seppur le 493mila presenze facciano registrare l’unico calo, -1,6%.
Occupazione: lavoro per 160mila dipendenti L’occupazione nelle attività turistiche in Emilia-Romagna coinvolge circa 160 mila dipendenti, il 9,8% dell’occupazione totale regionale. Rimini è la prima provincia regionale per incidenza dell’occupazione turistica (32,6%). Al secondo posto si colloca Ravenna, dove un dipendente ogni cinque trova occupazione nella filiera turistica. In Romagna l’occupazione turistica supera il 22% mentre in Emilia, dove forte è la vocazione manifatturiera, sfiora comunque il 6%. Buon riscontro a Ferrara con oltre il 12,7% (oltre 20mila persone)
Complessivamente l’incidenza della filiera turistica nell’economia regionale è pari all’11%, composta per il 54% da attività dirette (alloggio, ristorazione e altro) e per il 46% da attività indirette (trasporti, commercio, attività di intrattenimento, servizi alla persona). Significa che ogni 100 euro spesi in attività turistiche dirette se ne generano altri 85 a vantaggio di attività che beneficiano dei flussi turistici.
Al primo posto della graduatoria regionale si colloca Rimini, dove oltre il 36% del valore aggiunto afferisce alla filiera turistica. Valori elevati anche a Ravenna e Forlì-Cesena: complessivamente oltre un quarto del valore aggiunto dell’area Romagna è riconducibile alla filiera turistica. A Bologna l’incidenza turistica arriva a sfiorare il 9% del valore aggiunto provinciale, una quota elevata se si tiene conto della rilevanza degli altri comparti industriali e del terziario. Ferrara presenta un’incidenza del 14,5%, valori inferiori per le altre province emiliane.
La prima metà di quest’anno vede infatti una crescita praticamente di tutti i comparti: la costa con 2,5 milioni di arrivi (+8,4%) e 10,7 milioni di presenze (+6,6%), le città d’arte con 1,5 milioni di arrivi (+8,2%) e 3,4 milioni di presenze (+11,5%), l’appennino con 141mila arrivi (+4,4%) e 583mila presenze (+2,8%). E che il turismo emiliano romagnolo goda di ottima salute viene confermato anche dalla voce “Altre località”, introdotta nei monitoraggi dal 2016, che comprende i comuni che non rientrano, per le loro caratteristiche, nei prodotti turistici tradizionali, come ad esempio Carpi e Fidenza, oppure Sassuolo e Imola (questi ultimi dall’anno scorso promuovono congiuntamente il nuovo prodotto turistico Ceramic Land): 835mila gli arrivi (+8,7%) e 2,1 milioni le presenze (+11%). E anche per le terme sono in crescita gli arrivi - 176mila, +0,6% -, seppur le 493mila presenze facciano registrare l’unico calo, -1,6%.
Occupazione: lavoro per 160mila dipendenti L’occupazione nelle attività turistiche in Emilia-Romagna coinvolge circa 160 mila dipendenti, il 9,8% dell’occupazione totale regionale. Rimini è la prima provincia regionale per incidenza dell’occupazione turistica (32,6%). Al secondo posto si colloca Ravenna, dove un dipendente ogni cinque trova occupazione nella filiera turistica. In Romagna l’occupazione turistica supera il 22% mentre in Emilia, dove forte è la vocazione manifatturiera, sfiora comunque il 6%. Buon riscontro a Ferrara con oltre il 12,7% (oltre 20mila persone)
Complessivamente l’incidenza della filiera turistica nell’economia regionale è pari all’11%, composta per il 54% da attività dirette (alloggio, ristorazione e altro) e per il 46% da attività indirette (trasporti, commercio, attività di intrattenimento, servizi alla persona). Significa che ogni 100 euro spesi in attività turistiche dirette se ne generano altri 85 a vantaggio di attività che beneficiano dei flussi turistici.
Al primo posto della graduatoria regionale si colloca Rimini, dove oltre il 36% del valore aggiunto afferisce alla filiera turistica. Valori elevati anche a Ravenna e Forlì-Cesena: complessivamente oltre un quarto del valore aggiunto dell’area Romagna è riconducibile alla filiera turistica. A Bologna l’incidenza turistica arriva a sfiorare il 9% del valore aggiunto provinciale, una quota elevata se si tiene conto della rilevanza degli altri comparti industriali e del terziario. Ferrara presenta un’incidenza del 14,5%, valori inferiori per le altre province emiliane.
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