Un inquilino Acer su dieci senza i soldi per l’affitto
Bondeno ad alto disagio abitativo. Dalla Regione 24mila euro al Comune Il fondo sarà utilizzato per pagare i debiti di chi è “moroso senza colpa”
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BONDENO. Il Comune di Bondeno ha aderito all’Agenzia delle “entrate e riscossioni”, per recuperare i tributi che mancano all’appello dell’ente, dopo l’uscita di scena di Equitalia, dal primo di luglio. La giunta spera che l’adesione del municipio alla nuova agenzia possa portare risultati, dal punto di vista dei crediti di dubbia esigibilità “maturati” in questi anni.
Il consiglio comunale, mercoledì sera, è stato chiamato a votare l’affidamento del “servizio di riscossione coattiva delle entrate comunali, tributarie e patrimoniali”. Se da un lato si perseguiranno le morosità, comunque, dall’altro il consiglio stesso si è pronunciato sul finanziamento del fondo destinato al bando per gli “inquilini morosi incolpevoli”. Non significa, però, che l’amministrazione allenterà la sua azione per cercare di fare rientrare le risorse mancanti a seguito delle morosità stesse.
Tenendo conto che gli alloggi Acer nel Bondenese a disposizione del Comune sono a oggi 185, «Bondeno è stato individuato dalla Regione – recita la delibera passata all’esame del consiglio – come Comune ad alto disagio abitativo». Per questa ragione, dall’Emilia-Romagna sono arrivate risorse pari a 24mila euro per cercare di far fronte al problema». Ma quanti sono e chi sono questi cittadini morosi sul territorio, che risiedono negli alloggi Acer? «Da una stima del ministero degli Interni – ha spiegato l’assessore alle politiche sociali, Cristina Coletti – esistono 276 casi accertati in provincia. Di cui 169 a Ferrara e 107 nei restanti comuni». A questo proposito, «Sono stati riconosciuti a Bondeno 24mila euro dalla Regione, a seguito dell’analisi effettuata dal ministero», continua Coletti. Di questi soggetti, si stima che una quota compresa tra il 5 e il 10% possa essere categorizzata come “morosa, ma incolpevole”.
«Se una persona è seguita dai servizi sociali, ed è morosa – ha spiegato l’assessore – viene generalmente indirizzata dall’assistente sociale verso i piani di rientro concordati delle morosità. La cifra arrivata dalla Regione (i 24 mila euro; ndr) deve essere gestita dal Comune attraverso l’indizione di bandi, che rimarranno aperti fino al 31 dicembre 2018, con la procedura “a bando aperto».
La convenzione con Acer «permetterà - ricorda l’assessore - di trasferire all’ente delle case popolari queste risorse. Gli appositi bandi serviranno a questo scopo sociale e di aiuto alle famiglie che sono in difficoltà». (mi.pe.)
Il consiglio comunale, mercoledì sera, è stato chiamato a votare l’affidamento del “servizio di riscossione coattiva delle entrate comunali, tributarie e patrimoniali”. Se da un lato si perseguiranno le morosità, comunque, dall’altro il consiglio stesso si è pronunciato sul finanziamento del fondo destinato al bando per gli “inquilini morosi incolpevoli”. Non significa, però, che l’amministrazione allenterà la sua azione per cercare di fare rientrare le risorse mancanti a seguito delle morosità stesse.
Tenendo conto che gli alloggi Acer nel Bondenese a disposizione del Comune sono a oggi 185, «Bondeno è stato individuato dalla Regione – recita la delibera passata all’esame del consiglio – come Comune ad alto disagio abitativo». Per questa ragione, dall’Emilia-Romagna sono arrivate risorse pari a 24mila euro per cercare di far fronte al problema». Ma quanti sono e chi sono questi cittadini morosi sul territorio, che risiedono negli alloggi Acer? «Da una stima del ministero degli Interni – ha spiegato l’assessore alle politiche sociali, Cristina Coletti – esistono 276 casi accertati in provincia. Di cui 169 a Ferrara e 107 nei restanti comuni». A questo proposito, «Sono stati riconosciuti a Bondeno 24mila euro dalla Regione, a seguito dell’analisi effettuata dal ministero», continua Coletti. Di questi soggetti, si stima che una quota compresa tra il 5 e il 10% possa essere categorizzata come “morosa, ma incolpevole”.
«Se una persona è seguita dai servizi sociali, ed è morosa – ha spiegato l’assessore – viene generalmente indirizzata dall’assistente sociale verso i piani di rientro concordati delle morosità. La cifra arrivata dalla Regione (i 24 mila euro; ndr) deve essere gestita dal Comune attraverso l’indizione di bandi, che rimarranno aperti fino al 31 dicembre 2018, con la procedura “a bando aperto».
La convenzione con Acer «permetterà - ricorda l’assessore - di trasferire all’ente delle case popolari queste risorse. Gli appositi bandi serviranno a questo scopo sociale e di aiuto alle famiglie che sono in difficoltà». (mi.pe.)
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