«La pensione per la droga» Pugni e calci alla madre
Torna in cella il figlio 50enne che ha trasformato in inferno la vita dell’anziana Lei lo aveva ripreso in casa, lui le rubava i soldi e poi la riempiva di botte
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Botte, pugni, calci, offese e maltrattamenti fisici e psicologici di ogni tipo. E quando era in casa con lei- la madre anziana di 74 anni - lui, il figlio 50enne, le rubava la pensione, la obbligava a dargliela, per comparsi droga e poco altro. Un vero e proprio inferno vissuto nelle stanze che madre e figlio dividevano qui in città, fino a pochi giorni fa, quando la polizia - su ordine della procura (pm Giuseppe Tittaferrante) e del tribunale (gip Monica Bighetti) - lo hanno arrestato e portato in carcere.
Lui un 50enne ferrarese, più che conosciuto dalle forze dell’ordine per il suo passato e presente nella tossicodipendenza - con tutti gli strascichi di guai che ne derivano - è stato arrestato dalla squadra mobile perché - di fatto - ha violato tutti gli ordini che gli erano stati imposti da inquirenti e giudici, di star lontano dalla madre: lui invece non ha rispettato nessuna delle prescrizioni imposte dal Tribunale di Ferrara, che gli imponevano l’allontanamento dalla casa della madre vietandogli di avvicinarsi a ogni posto i cui la madre si trovava. Così non ha fatto, così è finito in carcere, a seguito di un calvario della madre che parla - penalmente parlando da reati del codice - di ripetuti episodi di maltrattamenti, ingiurie e percosse.
L’uomo è accusato da tempo per questi comportamenti violenti e vessatori, contro i quali per decine di volte erano dovuti intervenire gli agenti delle Volanti, raccogliendo poi il dossier e l’elenco dei reati che hanno portato i giudici ad adottare i provvedimenti.
Tutto si complica, per madre e figlio, nel dicembre 2016, ricostruisce la polizia, quando il figlio perde il controllo, vuole soldi e picchia la madre con pugni al torace e calci in più occasioni (fratture multiple); nel febbraio 2017, schiaffi, tanti e tante volte, mettendola in uno stato di condizionamento psicologico che la costringe a lasciar la casa, rifugiandosi dalla sorella. Poi con un’ordinanza del tribunale del 6 marzo 2017, il 50enne ferrarese era stato sottoposto - dopo indagini ed accertamenti effettuati dall’ufficio delle Volanti - alla misura cautelare dell’allontanamento dalla casa della madre e dal divieto di avvicinarla.
Provvedimento che non sono stati sufficienti. Il figlio infatti è rientrato in casa in violazione dell’ordinanza - tra l’altro accolto dalla mamma nel tentativo disperato di aiutarlo a risolvere i problemi di tossicodipendenza - e dall’aprile scorso ha ricominciato: comportamenti aggressivi, maltrattamenti a carico della mamma, abbandonando fra l'altro il programma di recupero per tossicodipendenti.
Aggravando sempre più la situazione economica della famiglia, continuando a spendere tutta la pensione della mamma per acquistare sostanze stupefacenti. E poi ancora, offendendola, schiaffeggiandola e percuotendola e rifiutando ogni terapia. L’inferno in casa è stato risolto dai giudici: per tutti questi motivi, infatti, il giudice del Tribunale (gip Bighetti su sollecitazione del pm Tittaferrante) ha deciso di sostituire il provvedimento di allontanamento con quello della custodia in carcere, eseguita dalla Squadra Mobile nei giorni scorsi.
Lui un 50enne ferrarese, più che conosciuto dalle forze dell’ordine per il suo passato e presente nella tossicodipendenza - con tutti gli strascichi di guai che ne derivano - è stato arrestato dalla squadra mobile perché - di fatto - ha violato tutti gli ordini che gli erano stati imposti da inquirenti e giudici, di star lontano dalla madre: lui invece non ha rispettato nessuna delle prescrizioni imposte dal Tribunale di Ferrara, che gli imponevano l’allontanamento dalla casa della madre vietandogli di avvicinarsi a ogni posto i cui la madre si trovava. Così non ha fatto, così è finito in carcere, a seguito di un calvario della madre che parla - penalmente parlando da reati del codice - di ripetuti episodi di maltrattamenti, ingiurie e percosse.
L’uomo è accusato da tempo per questi comportamenti violenti e vessatori, contro i quali per decine di volte erano dovuti intervenire gli agenti delle Volanti, raccogliendo poi il dossier e l’elenco dei reati che hanno portato i giudici ad adottare i provvedimenti.
Tutto si complica, per madre e figlio, nel dicembre 2016, ricostruisce la polizia, quando il figlio perde il controllo, vuole soldi e picchia la madre con pugni al torace e calci in più occasioni (fratture multiple); nel febbraio 2017, schiaffi, tanti e tante volte, mettendola in uno stato di condizionamento psicologico che la costringe a lasciar la casa, rifugiandosi dalla sorella. Poi con un’ordinanza del tribunale del 6 marzo 2017, il 50enne ferrarese era stato sottoposto - dopo indagini ed accertamenti effettuati dall’ufficio delle Volanti - alla misura cautelare dell’allontanamento dalla casa della madre e dal divieto di avvicinarla.
Provvedimento che non sono stati sufficienti. Il figlio infatti è rientrato in casa in violazione dell’ordinanza - tra l’altro accolto dalla mamma nel tentativo disperato di aiutarlo a risolvere i problemi di tossicodipendenza - e dall’aprile scorso ha ricominciato: comportamenti aggressivi, maltrattamenti a carico della mamma, abbandonando fra l'altro il programma di recupero per tossicodipendenti.
Aggravando sempre più la situazione economica della famiglia, continuando a spendere tutta la pensione della mamma per acquistare sostanze stupefacenti. E poi ancora, offendendola, schiaffeggiandola e percuotendola e rifiutando ogni terapia. L’inferno in casa è stato risolto dai giudici: per tutti questi motivi, infatti, il giudice del Tribunale (gip Bighetti su sollecitazione del pm Tittaferrante) ha deciso di sostituire il provvedimento di allontanamento con quello della custodia in carcere, eseguita dalla Squadra Mobile nei giorni scorsi.
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