Ferrara ha bisogno di credito e fiducia
Il fondo domenicale del direttore della Nuova Ferrara sull'arrivo di Bper Banca
FERRARA. C'è la questione lavoro, con la pianta organica potata della gran parte dei rami e la possibilità incombente che qualche decina di posti sia travasata fuori provincia, e c’è la partita dei risparmiatori traditi che reclamano un riconoscimento per azioni e junior bond azzerati in una notte.
Ma nella cessione di Nuova Carife a Bper, chiusa e perfezionata con la nomina del Cda indicato dai modenesi, sulle altre emerge l’aspettativa di un territorio che ha bisogno di iniezioni di liquidità, di ritrovare un soggetto bancario che finanzi imprese e famiglie. Risuona nei commenti delle parti sociali e delle pubbliche amministrazioni, che un avverbio in comune hanno da venerdì sera: finalmente. Finalmente, perché dal commissariamento del 2013 sono stati quattro anni di crediti strizzati e affidamenti brevi per un sistema produttivo già in difficoltà, che in piena crisi economica aveva bruciato decine e decine di milioni nell’aumento di capitale andato in fumo.
Dalla nuova proprietà, che ha acquisito la Carife ad un euro a fronte di un patrimonio netto di gruppo di oltre centocinquanta milioni, Ferrara si aspetta un deciso cambio di passo, una politica bancaria che torni a parlare di finanziamenti, oculati certo, ma di sostanza. Sarebbe il miglior biglietto da visita per Bper, più significativo delle vistose, gradite sponsorizzazioni a Spal, Palio e Premio Estense con cui ha presidiato la piazza e rintuzzato l’espansionismo di Caricento, nei mesi trascorsi tra l’accordo sottoscritto con il Fondo di risoluzione di Bankitalia e la chiusura dell’operazione.
Disinnescherebbe pure le possibili incomprensioni sulla possibilità di ammainare il marchio commerciale Carife, con l’ideale salvataggio delle ultime due lettere: segnando con i fatti un percorso nuovo rispetto agli esiti degenerati della Cassa di Risparmio (e ai tormenti che quella sigla richiama) senza abbandonare Ferrara. Anzi. Innestando in città e sul territorio una strategia di ampliamento degli impieghi che possa essere tradotta in moneta sonante per famiglie e aziende. C’è attesa, per Bper. E fiducia che solo chiede di essere ricambiata. Buona domenica.
Luca Traini
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