Profughi in albergo, l'Ascom: «Fallimentare»
Il direttore Urban contro la scelta di Scolamacchia di ospitare i migranti all’Astra. Confesercenti replica: «È una risposta concreta a un problema drammatico»
FERRARA. Sono quattordici, in un albergo che in questi giorni è pieno zeppo di clienti, quasi 150, per assistere a un convegno in città. Gli ospiti si sono a malapena resi conto della loro presenza educata e discreta. Al mattino fanno colazione, poi gli operatori Asp vengono a prenderli per accompagnarli alle lezioni di lingua italiana. Sono i 14 profughi che Nicola Scolamacchia ha voluto accogliere, in accordo con i programmi ministeriali, nel suo albergo, l’hotel Astra, dove resteranno due settimane in attesa che sia pronta la destinazione prevista.
Sarà che sul tema dei migranti i nervi sono scoperti, sarà che Scolamacchia è anche presidente di Confesercenti, sarà che quello dell’accoglienza è soprattutto un campo di battaglia politico, fatto sta che la scelta personale di Scolamacchia ha scatenato i malumori di chi ritiene che le decisioni individuali possano rappresentare una minaccia collettiva. Così, il direttore Ascom Davide Urban lo ritiene un gesto «ingeneroso verso i suoi colleghi albergatori che non possono o non vogliono fare altrettanto», e in un post su Facebook gli rimprovera di «non contribuire allo sviluppo e al sostegno del nostro turismo e del lavoro di molti», prestando il fianco «a una politica di gestione dell'immigrazione (prevalentemente di matrice economica) che si rende in tutta la sua evidenza fallimentare».
Non si scompone, Scolamacchia: «Non vedo il senso della critica, non vale la risposta e non voglio entrare in polemica, ne prendo atto e basta. Come rappresentante di un’associazione di categoria ritengo che sia importante fornire ai nostri associati le giuste informazioni e chiarire i contorni della questione. Poi ognuno è libero di fare quello che vuole». Scolamacchia non aggiunge altro, se non osservare che tra i tanti commenti sotto il post di Urban che gridano al degrado e mettono in contrapposizioni terremotati e migranti, vi è anche chi, come un altro albergatore (non ferrarese) che si dice pronto a fare altrettanto.
«Si tratta di una scelta personale, qui non si vuole giudicare nessuno nè tracciare la linea di condotta di Confesercenti - interviene il direttore Alessandro Osti ricordando a Urban, direttamente su Fb, che «Nicola e un altro albergatore associato sono stati i primi la domenica mattina del terremoto a chiamarmi per dare piena disponibilità della propria struttura per le persone rimaste senza casa». E alla “Nuova” aggiunge: «Al di là dell’aspetto umano, dico a chi si lamenta delle risposte inadeguate al problema drammatico dell’immigrazione, che questa è una risposta di tipo organizzato e a impatto zero. Sarebbe certo peggio lasciare queste persone, peraltro già controllate e prese in carico da Prefettura e Asp, a girovagare per la città. Credo che certe lamentele siano dettate o da una conoscenza incompleta della materia o dalla volontà di strumentalizzare». )
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