goro
«Una vita dedicata alla famiglia»
Pescatori fermi per l’ultimo saluto a Mattia Conventi
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GORO. Non è bastata la chiesa di Piazza Cesare Battisti per contenere tutte le persone che hanno voluto partecipare alle esequie di Mattia Conventi, il 40enne pescatore che ha perso la vita venerdì 23 giugno in un incidente stradale a Volano dopo che il suo scooter si è scontrato con un furgone.
C’è stato chi si è radunato sul sagrato, chi davanti alle vetrine e chi sotto gli archi, ma hanno tutti voluto esserci. E tra questi tanti giovani. Una piccola folla attonita e silenziosa che ha ascoltato la funzione celebrata dal parroco del paese rivierasco, don Francesco Garbellini, in ricordo del giovane pescatore che era socio da oltre quindici anni del Copego, cioè del Consorzio Pescatori Goro, come lo sono il padre e la sorella. «In questo momento così duro è difficile comprendere l'efficacia delle parole che ho pronunciato, - ha detto in uno stralcio della sua omelia il sacerdote - il valore della vita non lo si misura in lunghezza della stessa ma in base al comportamento che si è tenuto». Poi, siccome quella sera verso le 18, Mattia stava raggiungendo al mare la moglie Laura e il figlio Alex di 4 anni, don Francesco ha poi affermato che «Mattia anche quel giorno cercava di unirsi alla propria famiglia e di ricomporla». All’uscita del feretro, il saluto più toccante al quarantenne lo ha rivolto proprio la compagna; vicini c'erano i genitori, Giulio ed Antonella, e la sorella Sara. Per ricordare lo sfortunato pescatore, la marineria gorese si è fermata sia il giorno successivo all'incidente sia ieri, giorno del funerale, attraverso il lutto della pesca. Ed una manifestazione in memoria di Mattia è allo studio per la prossima “Sagra della vongola”, a metà luglio.
Lorenzo Gatti
C’è stato chi si è radunato sul sagrato, chi davanti alle vetrine e chi sotto gli archi, ma hanno tutti voluto esserci. E tra questi tanti giovani. Una piccola folla attonita e silenziosa che ha ascoltato la funzione celebrata dal parroco del paese rivierasco, don Francesco Garbellini, in ricordo del giovane pescatore che era socio da oltre quindici anni del Copego, cioè del Consorzio Pescatori Goro, come lo sono il padre e la sorella. «In questo momento così duro è difficile comprendere l'efficacia delle parole che ho pronunciato, - ha detto in uno stralcio della sua omelia il sacerdote - il valore della vita non lo si misura in lunghezza della stessa ma in base al comportamento che si è tenuto». Poi, siccome quella sera verso le 18, Mattia stava raggiungendo al mare la moglie Laura e il figlio Alex di 4 anni, don Francesco ha poi affermato che «Mattia anche quel giorno cercava di unirsi alla propria famiglia e di ricomporla». All’uscita del feretro, il saluto più toccante al quarantenne lo ha rivolto proprio la compagna; vicini c'erano i genitori, Giulio ed Antonella, e la sorella Sara. Per ricordare lo sfortunato pescatore, la marineria gorese si è fermata sia il giorno successivo all'incidente sia ieri, giorno del funerale, attraverso il lutto della pesca. Ed una manifestazione in memoria di Mattia è allo studio per la prossima “Sagra della vongola”, a metà luglio.
Lorenzo Gatti
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