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«Disservizi e abbandono: il declino di Marrara» 

«Disservizi e abbandono: il declino di Marrara» 

Petizione dei residenti al Comune: palazzi fatiscenti, sporcizia in pieno centro I bar chiudono ed è scomparsa anche la storica sagra della piadina

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«Marrara sta morendo e non si fa niente per arrestare il degrado che qua sta dilagando. Ci sentiamo soli e abbandonati».

È un vero e proprio grido d’allarme quello lanciato da due abitanti di Marrara, Salvatore Natale Paternò e la moglie Giusi Tazzari, i quali assieme a Enrico Sisini si sono fatti promotori di una petizione – consegnata in municipio i giorni scorsi – al fine di spronare l’amministrazione comunale a intraprendere una serie di interventi necessari a mantenere il paese in condizioni decorose e vivibili: diverse sono le richieste, che vanno da aspetti pratici quali il completamento della rete fognaria, ad aspetti più prettamente sociali, come la valorizzazione dei punti di aggregazione in particolare per i giovani.

«In centro manca un parchetto giochi attrezzato – afferma Giusi Tazzari – inoltre la darsena, che come luogo di aggregazione si presterebbe perfettamente per molteplici iniziative, è ora in stato di quasi abbandono, tra rifiuti, alberi crollati ed erba che viene tagliata di rado».

«A volte basterebbe anche solo un po’ di inventiva per valorizzare ciò che il territorio già offre – le fa eco il marito Salvatore – e l’antico corso del Po Primaro di opportunità ne offrirebbe molte. E invece siamo messi così», afferma indicando un albero crollato che sbarra il fiume da parte a parte, impedendone la navigabilità.

«Ci vorrebbe inoltre un campetto sportivo polivalente – aggiunge Giusi – perché senza qualsiasi punto di aggregazione per i giovani, quale futuro ci può essere per il nostro paese? Non vogliamo rassegnarci a diventare solo un dormitorio dove gli abitanti non si conoscono più tra di loro».

E in effetti Marrara – paese fino a pochi anni fa molto attivo a organizzare eventi e manifestazioni– in fatto di aggregazione del paese sta ora conoscendo una decisa involuzione, che stride col suo vivace passato: dal 2007 non si svolge più la storica fiera “Al Firòn d’Marara”, su 3 bar ne è rimasto uno solo, e quest’anno per la prima volta da oltre vent’anni non si terrà neanche la Sagra della Piadina, normalmente in corso in questi giorni.

La problematica sicuramente più importante e complessa di Marrara è però rappresentata dall’antico e fatiscente Palazzo Comunale, situato in pieno centro a ridosso di abitazioni e attività. Fino a una quindicina d’anni fa ospitava varie attività, dall’ambulatorio medico a un circolo Arci, oltre a vari negozi, e durante la Fiera qui vi si svolgeva la tombola: era insomma un po’ il centro cardine del paese. Poi l’abbandono totale, e le condizioni statiche che si sono fatte via via sempre più critiche.

«L’unico intervento effettuato è stato transennare l’area un paio d’anno fa, causando sporcizia e degrado oltre le transenne e occludendo il passaggio su una tratto di via – denuncia Paternò – ma soprattutto mi chiedo, in caso di crolli basterà questo a garantire l’incolumità dei cittadini?»

L’immobile è di proprietà comunale, e a oggi non risultano piani di recupero che ne prevedano un suo riutilizzo, e il Comune pare essere indirizzato verso la vendita, ma è facile intuire quanto anche questa strada verso la riqualificazione sia incerta e difficoltosa.

Qualcosa però sembra smuoversi: nei prossimi giorni è atteso un sopralluogo da parte dell’assessore Merli per valutare la situazione; la speranza è che una soluzione possa essere individuata in tempi rapidi, perché «così non può durare a lungo». La sensazione che si respira a Marrara è insomma un po’ quella di un nobile decaduto, un paese con un glorioso passato alle spalle e a oggi un po’ in crisi, il quale però non vuole rassegnarsi e vuole continuare a credere nel proprio futuro.

Marcello Ferrari



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