Muore a 57 anni dopo essere caduto dalla stufa a pellet
Comacchio, ha perso l’equilibrio pulendo la tubatura. La moglie: ci siamo precipitati da lui ma non rispondeva
[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:site:1.15569362:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.lanuovaferrara.it/image/contentid/policy:1.15569362:1650619162/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
COMACCHIO. Si è spento ieri all’ospedale di Cona, Rino Alberi, il 57enne rimasto gravemente ferito giovedì scorso, dopo un infortunio domestico. L’uomo ha combattuto per tre giorni tra la vita e la morte nel reparto di rianimazione dell'ospedale cittadino, dove era stato trasportato in ambulanza con codice di massima gravità. Alberi era caduto da due metri di altezza, mentre era intento a rimuovere un tubo da una stufa in pellet.
Il comacchiese, che viveva con la moglie Angela ed il figlio Daniele in corso Garibaldi, nei pressi del centro storico lagunare, dopo la caduta aveva battuto violentemente il capo sul pavimento, perdendo conoscenza. Nella giornata di sabato i medici avevano già segnalato alla famiglia che il quadro clinico si era ulteriormente aggravato. L’uomo da tempo soffriva di altre patologie che non gli consentivano di lavorare, da qualche tempo infatti aveva dovuto smettere di lavorare e per questo percepiva una pensione di invalidità.
[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:site:1.15569361:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.lanuovaferrara.it/image/contentid/policy:1.15569361:1650619162/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
«Con una scala era salito sulla stufa - ha dichiarato la moglie Angela - e stava cercando di staccare il tubo pieno di fuliggine, quando ha perso l’equilibrio ed è caduto. Io e mio figlio - ha aggiunto la donna -, che eravamo in casa con lui, ci siamo subito precipitati per soccorrerlo, ma non rispondeva alle nostre domande. Aveva perso conoscenza».
Poi la disperata corsa in ospedale, nel tentativo di salvare la vita all’uomo, che lascia anche un’altra figlia, Cristina, sposata, che vive con il marito poco distante.
La notizia del decesso di Alberi si è rapidamente diffusa nel centro storico lagunare, dove tutta la famiglia è stimata e conosciuta. Gli stessi vicini di casa sono accorsi per primi a sincerarsi dell’accaduto, dopo aver sentito un violento tonfo provenire dall’abitazione di Alberi. Oltre ai soccorritori del 118 sono poi intervenuti anche i carabinieri di Comacchio per svolgere tutti i rilievi del caso, appurando che si era trattato di un incidente domestico, purtroppo dall’esito fatale. Alberi da giovedì era sedato, in prognosi riservata.
La data dei funerali sarà resa nota dopo l’esecuzione dell’esame autoptico. La salma per ora resta all'istituto di Medicina Legale a disposizione dell'autorità giudiziaria. Si dovrà stabilire se le patologie di cui soffriva da tempo Rino Alberi siano state una concausa del decesso o se il grave trauma cranico riportato nella caduta sia stato il solo responsabile del tragico epilogo.
Katia Romagnoli
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
