comacchio
«Un presidente unico per il Parco»
Legambiente avanza proposte e perplessità ai sindaci del Delta
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COMACCHIO. Legambiente ed altre associazioni in prima linea con il Comune per imprimere un’accelerata al processo di unificazione dei due parchi regionali del Delta del Po e Veneto.
Ieri mattina i volontari di Legambiente, capitanati dal presidente del circolo Delta del Po Marino Rizzati, dopo aver effettuato una pulizia straordinaria dell’argine di Valle Fattibello, hanno fatto il punto con il sindaco e con vice sindaco Denis Fantinuoli sulla legge ancora in discussione in Parlamento.
«Speriamo che il Senato porti a termine la legge che dovrà sfociare nella costituzione del parco interregionale - ha affermato Marino Rizzati -; ne siamo quasi certi. Nel frattempo abbiamo individuato alcuni problemi, segnalandoli all’attenzione dei sindaci del Delta».
Parlando anche a nome di Wwf, Lipu, Slow Food, Fai e di altre associazioni aderenti al documento inviato ai Comuni del comprensorio deltizio, il presidente locale di Legambiente ha auspicato tempi brevi per «una governance unica del Parco, con un unico presidente», coltivando al tempo stesso la speranza di arrivare alla scadenza dei tre anni di verifica del marchio Mab Unesco, con un aumento della biodiversità.
Interlocutore diretto il sindaco Marco Fabbri, ha preso la parola, evidenziando «condivisione totale per un cambio di passo», senza nascondere le preoccupazioni dovute al temporeggiare a livello parlamentare e ad una criticità.
«Nel testo che il Senato dovrebbe approvare entro metà luglio - ha detto il sindaco - è sparito il comma, secondo cui se entro 3 mesi non si arriva a chiusura, il parco sarebbe diventato nazionale».
Per Fabbri è necessaria una governance forte, di respiro internazionale, «senza che si debba assistere ad un ricollocamento di qualcuno in qualche poltrona».
Verso un Parco unico, quindi. Un Parco che avrà delle peculiarità tali da renderlo una realtà come nessun altra in Italia.
Katia Romagnoli
Ieri mattina i volontari di Legambiente, capitanati dal presidente del circolo Delta del Po Marino Rizzati, dopo aver effettuato una pulizia straordinaria dell’argine di Valle Fattibello, hanno fatto il punto con il sindaco e con vice sindaco Denis Fantinuoli sulla legge ancora in discussione in Parlamento.
«Speriamo che il Senato porti a termine la legge che dovrà sfociare nella costituzione del parco interregionale - ha affermato Marino Rizzati -; ne siamo quasi certi. Nel frattempo abbiamo individuato alcuni problemi, segnalandoli all’attenzione dei sindaci del Delta».
Parlando anche a nome di Wwf, Lipu, Slow Food, Fai e di altre associazioni aderenti al documento inviato ai Comuni del comprensorio deltizio, il presidente locale di Legambiente ha auspicato tempi brevi per «una governance unica del Parco, con un unico presidente», coltivando al tempo stesso la speranza di arrivare alla scadenza dei tre anni di verifica del marchio Mab Unesco, con un aumento della biodiversità.
Interlocutore diretto il sindaco Marco Fabbri, ha preso la parola, evidenziando «condivisione totale per un cambio di passo», senza nascondere le preoccupazioni dovute al temporeggiare a livello parlamentare e ad una criticità.
«Nel testo che il Senato dovrebbe approvare entro metà luglio - ha detto il sindaco - è sparito il comma, secondo cui se entro 3 mesi non si arriva a chiusura, il parco sarebbe diventato nazionale».
Per Fabbri è necessaria una governance forte, di respiro internazionale, «senza che si debba assistere ad un ricollocamento di qualcuno in qualche poltrona».
Verso un Parco unico, quindi. Un Parco che avrà delle peculiarità tali da renderlo una realtà come nessun altra in Italia.
Katia Romagnoli
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