Al Museo Delta Antico la partenza è da record
Comacchio, nei primi tre mesi di apertura le presenze sono quasi 17mila In estate sono previste le aperture serale del venerdì per gli eventi “by night”
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COMACCHIO. Per oltre 4 secoli il Trepponti è assurto a simbolo architettonico con cui la cittadina lagunare è stata riconosciuta nel mondo, ma dal 25 marzo scorso si contende lo scettro di elemento distintivo del territorio con il Museo Delta Antico. Dal giorno in cui si sono - finalmente - riaperte le porte dell’ex-ospedale settecentesco degli Infermi, testimonianza neo-classica del riformismo pontificio settecentesco, sono in tre mesi ben quasi 17.000 i visitatori del nuovo museo archeologico, suddiviso in cinque sezioni, dall’Età del bronzo al Medioevo. I dati più significativi sono quelli del mese di aprile con 9.801 persone che hanno varcato la soglia della realtà museale comacchiese e quelli di maggio con 5.035 ingressi registrati. Sino al 22 giugno si contano 1.671 visitatori, dato che merita le dovute attenzioni, se si considera che è entrata nel vivo l’alta stagione al mare, peraltro accompagnata da caldo torrido e giornate assolate, che hanno spinto i turisti a privilegiare l’ombrellone.
«La concomitanza di eventi culturali sul nostro territorio - ha commentato l’assessore alla cultura Alice Carli - affianca il percorso ben avviato del nostro Museo Delta Antico, che narra la storia del territorio, conducendo il visitatore in un affascinante viaggio nel tempo. Per i comacchiesi è un sogno realizzato, un successo per una comunità che ha saputo lavorare con entusiasmo, insieme all’amministrazione comunale anche attraverso il progetto di candidatura di Comacchio a capitale della cultura italiana 2018».
Novità dell’estate per gli appassionati di turismo culturale ed archeologia consiste nelle aperture serali del museo, quelle del venerdì sera, dal 7 luglio a fine agosto, in concomitanza con il cartellone di eventi “Comacchio by night” promosso da Ascom. Il Museo Delta Antico, inoltre, in luglio e agosto non osserva giorni di chiusura, è aperto quindi dalle 9.30 alle 13 e dalle 15 alle 18.30.
«Il venerdì sera il museo è aperto per visite guidate comprese nel biglietto di ingresso - precisa Patrizia Guidi, presidente di Co.ge.tour, che si occupa della gestione integrata dei percorsi museali sul territorio -; per gli stranieri sono disponibili mappe e supporti multimediali in lingua inglese».
Lo spazio espositivo di oltre 1000 metri quadri accoglie 2mila reperti, in parte prevalente provenienti dalle bonifiche del Mezzano e di Valle Pega, risalenti alla preistoria, alla civiltà di Spina, all’epoca romana ed al Medioevo. Tutti i reperti, una volta restaurati, sono stati ceduti dalla Soprintendenza al Comune in deposito permanente.
Katia Romagnoli
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
«La concomitanza di eventi culturali sul nostro territorio - ha commentato l’assessore alla cultura Alice Carli - affianca il percorso ben avviato del nostro Museo Delta Antico, che narra la storia del territorio, conducendo il visitatore in un affascinante viaggio nel tempo. Per i comacchiesi è un sogno realizzato, un successo per una comunità che ha saputo lavorare con entusiasmo, insieme all’amministrazione comunale anche attraverso il progetto di candidatura di Comacchio a capitale della cultura italiana 2018».
Novità dell’estate per gli appassionati di turismo culturale ed archeologia consiste nelle aperture serali del museo, quelle del venerdì sera, dal 7 luglio a fine agosto, in concomitanza con il cartellone di eventi “Comacchio by night” promosso da Ascom. Il Museo Delta Antico, inoltre, in luglio e agosto non osserva giorni di chiusura, è aperto quindi dalle 9.30 alle 13 e dalle 15 alle 18.30.
«Il venerdì sera il museo è aperto per visite guidate comprese nel biglietto di ingresso - precisa Patrizia Guidi, presidente di Co.ge.tour, che si occupa della gestione integrata dei percorsi museali sul territorio -; per gli stranieri sono disponibili mappe e supporti multimediali in lingua inglese».
Lo spazio espositivo di oltre 1000 metri quadri accoglie 2mila reperti, in parte prevalente provenienti dalle bonifiche del Mezzano e di Valle Pega, risalenti alla preistoria, alla civiltà di Spina, all’epoca romana ed al Medioevo. Tutti i reperti, una volta restaurati, sono stati ceduti dalla Soprintendenza al Comune in deposito permanente.
Katia Romagnoli
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