Gli amici sconvolti: non era sereno, diceva di avere paura
Barista ferrarese ucciso a Valencia. Il cadavere trovato nell'androne dell'abitazione. L'assassino fermato a Ventimiglia: tornava in Italia
FERRARA. Gli amici sono rimasti senza parole. Nessuno riesce a capacitarsi di quanto accaduto. Nemmeno chi non vedeva Marcello Cenci da mesi, o addirittura da anni, è riuscito a parlare, a commentare il fatto. La notizia della morte è arrivata così, come un fulmine a ciel sereno. Una notizia che ha iniziato a serpeggiare tra gli amici più stretti già nelle prime ore di domenica e che solo ieri mattina, dopo tutti gli accertamenti del caso, è diventata di dominio pubblico.
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Ricostruire gli ultimi mesi di Cenci a Ferrara non è semplice. Dopo i vari problemi avuti con Eder Guidarelli, amico di vecchia data diventato poi il suo stalker e incubo per motivi sentimentali, Cenci si era staccato dalla compagnia che entrambi fino a pochi mesi fa frequentavano. «Si era un po’ isolato - dicono alcuni amici -. Stava sulle sue, non aveva più voglia o forse non se la sentiva, di uscire o vedersi con i “vecchi”. E poi se ne era andato a Valencia, sembrava felice della sua nuova vita anche se non era facile sentirlo sereno. Quando capitava di incontrarsi in giro ci si salutava ma poi finiva lì, ognuno per la sua strada». Sconvolti anche i vecchi compagni di scuola di Cenci.
Il 32enne aveva frequentato il liceo “Carducci” a Ferrara e anche quelli con cui i rapporti si erano persi è rimasto attonito davanti a una fine simile. «Sapevo che c’erano stati dei problemi ma non pensavo di questa portata. Quando mi hanno chiamato - racconta un amico - non potevo crederci. L’ultima volta che ci siamo visti, alcuni mesi fa, mi aveva confidato di avere paura, di sentirsi in pericolo; sono ancora sconvolto».
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Oltre all’aggressione violenta di fine dicembre a Pontelagoscuro, Cenci era già stato picchiato, sempre da Guidarelli (che attualmente si trova in carcere a Imperia in stato di fermo), sia a Ferrara sia a Valencia, città in cui il barista di Pontelagoscuro viveva e lavorava da circa un anno. La sua presenza sul territorio infatti negli ultimi mesi era diventata più saltuaria e sporadica.
«Ho saputo ed è stata una notizia tremenda alla quale ancora stento a credere. Con Marci (Marcello, ndr) non ci si sentiva spesso ma ho tanti bei ricordi che legano la mia adolescenza alla sua. Mi hanno chiamato alcuni amici per darmi la notizia e pensavo fosse uno scherzo di cattivo gusto, ben presto però ho realizzato che era la tremenda realtà». (s.g.)
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