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La fusione fa discutere anche sulla paternità 

La fusione fa discutere anche sulla paternità 

Tresigallo, il vicesindaco Perelli replica alla capogruppo di minoranza Pusinanti «Il Pd non la voleva, la spinta decisiva è arrivata da quando governiamo il paese»

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TRESIGALLO. Che sia il caso “Jolexit” o la fusione tra i Comuni di Formignana e Tresigallo, le vicende amministrative nell’Unione “Terre e Fiumi” tengono banco anche in estate.

Sulla vicenda della fusione interviene Mirko Perelli, vicesindaco di Tresigallo, che replia alle dichiarazioni rese dalla capogruppo Paola Pusinanti in merito al processo di fusione tra i due enti. «Le dichiarazioni della capogruppo sono chiaramente strumentali - dice Perelli -. Capisco l’esigenza continua di cercare visibilità per lei e per il partito che rappresenta (il Pd, ndr). Ciò che non comprendo è la smania di farlo rendendo dichiarazioni fuorvianti rispetto alla fusione, che, a suo dire, sarebbe da bollare come “un loro progetto”. In realtà sarebbe sufficiente accedere agli articoli della stampa locale sulla vicenda per sincerarsi del fatto che sin dal 2014, mentre l’allora sindaco di Formignana Marco Ferrari ed il sottoscritto spingevano sulla fusione a due o addirittura a tre Comuni (con Jolanda, ndr), la maggioranza politica di Tresigallo, ovvero il Partito democratico, temporeggiava, con la scusa di attendere lo studio di fattibilità dell’Unione, avendo evidentemente altri progetti o difficoltà politiche (il riferimento è alla fusione a 6, che è sempre stata osteggiata da Perelli, ndr)».

«Del resto - continua Perelli - se davvero avessero voluto la fusione con Formignana da subito, dovrebbero spiegare perché non l’hanno intrapresa concretamente. Avevano la volontà della maggioranza di consiglio a Formignana, la volontà della minoranza consigliare di Tresigallo, cioé noi, che l’avrebbe appoggiata. Se avessero voluto non ci sarebbe stato un problema di numeri... In realtà, non dicono che c’erano resistenze nel loro stesso partito, resistenze che la maggioranza politica di cui faceva parte la stessa Pusinanti hanno preferito non vincere. Il freno era chiaramente politico e interno al Pd. E oggi che noi abbiamo concretamente avviato il progetto, ne rivendicano il merito? Ma se nemmeno nel programma elettorale con cui l’odierna capogruppo di minoranza Pusinanti si candidò al ruolo di sindaco si è parlato chiaramente di fusione con Formignana, lasciando furbescamente aperta - usando il tanto amato ‘politichese’ -, la porta a tutte le soluzioni di fusione, quella a sei compresa... di cosa stiamo parlando?».

Un dibattito che si gioca sulla dialettica, mentre le attuali maggioranze dei due Comuni stanno proseguendo il lavoro di fusione, che prevede a settembre i primi incontri con le associazioni di categoria.



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