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Omicidio di Valencia, Eder doveva pagare i danni all’amico

Omicidio di Valencia, Eder doveva pagare i danni all’amico

Ferrara, giro d'orizzonte tra i possibili motivi che hanno portato al delitto. Il risarcimento per lo stalking può aver fatto scattare la follia omicida? L'indagato aveva anche accusato il colpo della separazione dalla compagna

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FERRARA. Patteggiamento con transazione per risarcimento danni. Era una delle ipotesi di accordo che stavano esplorando in queste settimane gli avvocati di Eder Guidarelli Mattioli, 32 anni, dipendente turnista della società Versalis, dove lavorava da una dozzina d’anni, e di Marcello Cenci, suo coetaneo e amico d’infanzia, il barista ferrarese trovato morto all’alba del 2 luglio scorso a Valencia, in Spagna, dove è stato ucciso.

La trattativa per cercare di chiudere al più presto il processo per stalking era in corso, ma per arrivare al patteggiamento - che avrebbe garantito un consistente sconto di pena a Guidarelli per le aggressioni ripetute contro l’amico, culminate anche in ricoveri ospedalieri - occorreva soddisfare una condizione per definire l’accordo entro il 4 ottobre prossimo: versare una somma di qualche decina di migliaia di euro a Marcello per i danni fisici e morali subiti tra agosto e dicembre 2016. Una condizione legata a doppio filo alla scelta del patteggiamento (una delle opzioni sul tavolo) e che potrebbe aver fatto traboccare un vaso già troppo pieno.

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Al di là dell’impegno economico - certamente gravoso per chi percepisce uno stipendio da lavoro dipendente - si può intuire la rilevanza dell’aspetto psicologico che si potrebbe riassumere, semplificando, così: perché devo anche dare dei soldi a chi ha cercato di portarmi via la fidanzata? La gelosia è stata la scintilla che ha acceso la miccia della contesa, nell’estate del 2016. E tra chi era al corrente del procedimento penale in corso c’è chi ritiene che la richiesta di danni abbia avuto un’importanza tutt’altro che relativa nella scrittura dell’ultima e tragica pagina della vicenda. La “verità” di Eder però, se mai ne consegnerà una agli inquirenti, finora è rimasta chiusa nella sua testa.

Per mesi, probabilmente, ha finto di disinteressarsi dell’amico; per mesi ha cercato di far passare l’idea che quella era una storia archiviata. E invece, se i sospetti degli investigatori che nel giro di poche ore hanno confezionato un mandato di cattura internazionale saranno confermati, il pensiero di Eder non si era mosso da lì. A Ferrara era arrivato quando aveva più o meno 8 anni assieme alla sorellina di due anni più giovane. Entrambi nati e cresciuti in Brasile, si può immaginare in condizioni perlomeno disagiate essendo stati inseriti nelle liste di adozione internazionale. La famiglia Guidarelli li ha accolti a Pontelagoscuro, dove ricordano che al loro arrivo era stata organizzata una festa di benvenuto. Tutti sono conosciuti e stimati in paese per la generosità e l’impegno nel volontariato. Eder e Marcello sono cresciuti in nuclei che condividevano l’amicizia e l’origine marchigiana: un fattore che a Pontelagoscuro significa comunità. Hanno giocato insieme a calcio nella squadra della frazione e frequentato la stessa scuola, condiviso interessi e i viaggi periodici nelle Marche con le loro famiglie, finchè qualcosa si è rotto.

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Eder è gentile, perfino cortese, così lo descrivono a Pontelagoscuro, ma talvolta «si fa notare per le reazioni eccessive, quando ritiene di aver subìto un torto». Una personalità complessa, “doppia” la definiscono i conoscenti. Con la giustizia pochi contatti e radi: nessun reato che facesse pensare a una mente disturbata o alla possibilità di un atto così violento da richiedere misure “speciali”. Fino all’agosto del 2016, quando la convinzione di essere stato “tradito” dal suo migliore amico, a suo avviso troppo interessato alla sua compagna, ha fatto imboccare all’operaio di Versalis la curva che lo ha fatto deragliare.

Lì è nata l’ossessione che lo ha portato ad aggredire per tre volte Marcello, che a Ponte girava “scortato” da amici e parenti. In un caso, a novembre 2016, a Valencia. Chi conosceva la coppia dice che sono stati mesi difficili anche per la sua compagna, con la quale il rapporto si è chiuso recentemente. Un’altra “colpa” che forse Eder ha addebitato a Cenci. «Non avremmo mai potuto immaginare - ha commentato ieri una parente dell’ex fidanzata di Eder - che potesse compiere un atto così grave, siamo sconvolti».
 

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