Per i reperti della Rocca la soluzione è il museo
Stellata, le interessanti scoperte nel cantiere un valido aiuto per gli studiosi Una delle ipotesi per il materiale recuperato è la collocazione al “Ferraresi”
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STELLATA. I reperti rinvenuti nel cantiere della Rocca Possente potrebbero svelare molto, al riguardo della storia ancora non scritta dell’antica fortezza. E potrebbero trovare posto all’interno del museo “Guerrino Ferraresi”, una volta che le ricerche in corso della Sovrintendenza riusciranno a fare luce sulla loro natura. Ne è convinto il direttore del museo di Stellata, Daniele Biancardi. Il 2017, infatti, sarà l'anno del borgo di Stellata, anche per merito del bando vinto dal gruppo Archeologico. «La Rocca ha da sempre rappresentato il punto di richiamo per il paese – conferma Biancardi – e dopo il restauro degli anni Settanta è diventata anche un notevole richiamo turistico. Il fascino di questo edificio a ridosso del Po, nel suo contesto naturalistico e storico, è un unicum».
Intanto, però, la ricostruzione della Rocca vive una fase di rallentamento, perché al di sotto degli interventi compiuti negli anni '70 si sono rinvenuti reperti con iscrizioni gotiche. Possibile che negli anni ’70 queste tracce siano state “non viste”? «La pausa, più che un arresto, è dovuta alla necessità di verificare con scientificità ciò che è stato rinvenuto. Non è escluso – continua il direttore del museo di Stellata – che siano graffiti o parole incise da coloro che vi dimoravano, come i soldati estensi a difesa del fiume, oppure prigionieri che vi erano rinchiusi. Al piano interrato, durante i primi lavori di restauro, furono rinvenute delle iscrizioni proprio nella cella di reclusione».
Riguardo alle varie fasi e datazioni della costruzione della fortezza, così come la conosciamo ora, cosa resta da scoprire e da capire? «I documenti in nostro possesso parlano chiaro. Siamo ai primi del ’500 e a quell’epoca venne riedificata la nuova Rocca, probabilmente più a nord rispetto alla precedente, trecentesca. Sappiamo che di fronte, dall’altra parte del Po, vi era un’altra Rocca “gemella”, detta Benedetta, di cui però si sono perdute tutte le tracce. La ricerca archeologica può sempre riservare sorprese. Lo scorso anno sono state fatte delle ricerche geologiche perla fortezza di Ficarolo – rivela Biancardi – con strumentazioni sofisticate, ma non si è trovata alcune traccia. Non è escluso che la Rocca di Ficarolo fosse più a sud, di fronte alla piazza attuale di Stellata, dove probabilmente era lì la Rocca Possente originaria».
Magari il luogo potrebbe funzionare da attrattiva per gli studenti: «Le Università hanno bisogno di queste novità, di studenti interessati ne abbiamo tanti, per cui una bella tesi di laurea non guasterebbe. Il futuro dei reperti? Una volta studiati potrebbero essere collocati nel museo archeologico e l’occasione del bando regionale vinto (“Stellata AmaTe”) potrebbe aiutare a creare qualche sezione speciale». (mi.pe.)
Intanto, però, la ricostruzione della Rocca vive una fase di rallentamento, perché al di sotto degli interventi compiuti negli anni '70 si sono rinvenuti reperti con iscrizioni gotiche. Possibile che negli anni ’70 queste tracce siano state “non viste”? «La pausa, più che un arresto, è dovuta alla necessità di verificare con scientificità ciò che è stato rinvenuto. Non è escluso – continua il direttore del museo di Stellata – che siano graffiti o parole incise da coloro che vi dimoravano, come i soldati estensi a difesa del fiume, oppure prigionieri che vi erano rinchiusi. Al piano interrato, durante i primi lavori di restauro, furono rinvenute delle iscrizioni proprio nella cella di reclusione».
Riguardo alle varie fasi e datazioni della costruzione della fortezza, così come la conosciamo ora, cosa resta da scoprire e da capire? «I documenti in nostro possesso parlano chiaro. Siamo ai primi del ’500 e a quell’epoca venne riedificata la nuova Rocca, probabilmente più a nord rispetto alla precedente, trecentesca. Sappiamo che di fronte, dall’altra parte del Po, vi era un’altra Rocca “gemella”, detta Benedetta, di cui però si sono perdute tutte le tracce. La ricerca archeologica può sempre riservare sorprese. Lo scorso anno sono state fatte delle ricerche geologiche perla fortezza di Ficarolo – rivela Biancardi – con strumentazioni sofisticate, ma non si è trovata alcune traccia. Non è escluso che la Rocca di Ficarolo fosse più a sud, di fronte alla piazza attuale di Stellata, dove probabilmente era lì la Rocca Possente originaria».
Magari il luogo potrebbe funzionare da attrattiva per gli studenti: «Le Università hanno bisogno di queste novità, di studenti interessati ne abbiamo tanti, per cui una bella tesi di laurea non guasterebbe. Il futuro dei reperti? Una volta studiati potrebbero essere collocati nel museo archeologico e l’occasione del bando regionale vinto (“Stellata AmaTe”) potrebbe aiutare a creare qualche sezione speciale». (mi.pe.)
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