«Risarcimenti alle parti civili»
La richiesta dell’avvocato Rossi: da richiedere a chi ha fatto fallire la banca
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Uno spiraglio di luce per gli azionisti, esclusi dal rimborso forfettario in quanto era previsto solo per gli obbligazionisti, e per i quali fino ad ora non si era previsto nulla in termini di risarcimento del danno subito, può venire dalla possibilità di costituirsi parte civile nel processo che si svolgerà da metà settembre in poi per 12 ex vertici e tecnici della vecchia Carife e amministratori di altre banche, Valsabbina e Caricesena, in seguito all’aumento di capitale da 150 milioni varato nel 2011. A spiegare il motivo è l’avvocato penalista e civilista Gisella Rossi, che si è occupata in passato anche della causa relativa a Mediolanum. «Vorrei far saper agli azionisti, a chi è stato danneggiato, e siamo la stragrande maggioranza dei ferraresi, che ora, considerata la situazione attuale ci può essere spazio per il risarcimento. In vista dell’udienza preliminare che vede coinvolti ex dirigenti Carife e amministratori di altre banche c’è la possibilità di costituirsi parte civile per ottenere il risarcimento. Al processo penale l’azionista potrà chiedere danni a chi ha fatto fallire la banca». In altri termini, l’azionista non chiede di essere risarcito perché l’istituto di credito gli ha venduto delle azioni nel 2011 pur sapendo che le azioni sarebbero andate male, ma, secondo l’avvocato Gisella Rossi, «in questo caso l’azionista vuole essere risarcito del danno avuto dal fallimento delle banche». Già nel 2011 lo studio dell’avvocato Rossi stava affrontando la questione relativa alle azioni Carife. «Ci stavamo preparando per la causa civile alla banca, per avere venduto azioni in violazione al Testo Unico Bancario». Poi la banca è stata commissariata nel 2013, infine fatta fallire nel 2015, «e ci siamo fermati, anche perché mancava la controparte», continua l’avvocato. Cosa consiglia ai risparmiatori traditi? «Innanzitutto di chiedere tutti i documenti bancari necessari, per costituirsi parte civile in vista del processo. Sono documenti che si possono richiedere personalmente o tramite il proprio legale, e la banca è tenuta a darli al cliente». Si tratta in sostanza di una possibilità, sostiene l’avvocato Rossi.
«Viene presa in considerazione tutta la posizione dell’azionista, circa la quale c’è possibilità di ottenere il risarcimento del danno subito costituendosi parte civile sulla base delle richieste formulate dal pubblico ministero», conclude l’avvocato. (v.c.)
«Viene presa in considerazione tutta la posizione dell’azionista, circa la quale c’è possibilità di ottenere il risarcimento del danno subito costituendosi parte civile sulla base delle richieste formulate dal pubblico ministero», conclude l’avvocato. (v.c.)
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