rimborsi agli obbligazionisti
Tempi stretti per gli arbitrati Domande entro il 13 novembre
Sono stretti i tempi per presentare domanda di arbitrato per gli obbligazionisti esclusi dal rimborso forfettario. È necessario infatti presentare una corposa documentazione che va richiesta alla...
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Sono stretti i tempi per presentare domanda di arbitrato per gli obbligazionisti esclusi dal rimborso forfettario. È necessario infatti presentare una corposa documentazione che va richiesta alla banca, documentazione necessaria per dimostrare la violazione da parte dell’istituto di credito degli obblighi di informazione, correttezza, diligenza e trasparenza previsti dal Testo Unico della finanza.
Il ristoro del danno si avrà infatti solo in caso di violazione da parte della banca degli obblighi succitati. Pertanto è bene che l’obbligazionista subordinato che intende ricorrere all’arbitrato presenti per tempo tutta la documentazione, ma «è necessario che il risparmiatore si faccia seguire nella pratica da un legale, perché non sono moduli da precompilare, e quando il Fondo li riceverà potrà far valere le sue difese, così come la nuova e la vecchia banca», spiega l’avvocato Letizia Vescovini, specializzata in diritto bancario e degli intermediari finanziari.
I documenti vanno richiesta fin da ora, perché come spiegato nel corso dell’assemblea informativa organizzata dai Risparmiatori Azzerati di Carife l’altra sera al centro sociale ricreativo “Il Parco” di via Canapa, martedì 13 giugno sono stati pubblicati i decreti in Gazzetta Ufficiale che disciplinano l’arbitrato all’Autorità Nazionale Anticorruzione, e la domanda di arbitrato va presentata entro quattro mesi dal 13 luglio, mentre la banca ha 90 giorni di tempo per consegnare la documentazione dalla data di richiesta. Sui tempi ristretti e l’importanza di predisporre nel modo più adeguato possibile la documentazione, insiste l’avvocato Vescovini. «La procedura arbitrale richiede che si dimostri di essere stati vittime di violazioni in tema di trasparenze e informazione dalle banche, e la richiesta di documentazione serve a dimostrare al collegio arbitrale dell’esistenza della violazione dei principi previsti dal Tuf».
Non si possono neanche fare domande cumulative, come qualcuno presente l’altra sera ha chiesto:ognuno ha la sua storia, ha spiegato l’avvocato, che chiarisce anche che con la procedura arbitrale si può ottenere un risarcimento totale o minimo o anche zero. La soluzione più pratica dunque per gli obbligazionisti traditi è quello di presentare la domanda di arbitrato, e la scadenza ultima, ricorda l’avvocato, è il 13 novembre, dopo di che decade il diritto. “Poi si arriva a una decisione che può prevedere una discussione, e si espone de visu il contenuto. Infine,la decisione può essere accettata o rifiutata. In quest’ultimo caso, si può procedere con la causa».
Veronica Capucci
Il ristoro del danno si avrà infatti solo in caso di violazione da parte della banca degli obblighi succitati. Pertanto è bene che l’obbligazionista subordinato che intende ricorrere all’arbitrato presenti per tempo tutta la documentazione, ma «è necessario che il risparmiatore si faccia seguire nella pratica da un legale, perché non sono moduli da precompilare, e quando il Fondo li riceverà potrà far valere le sue difese, così come la nuova e la vecchia banca», spiega l’avvocato Letizia Vescovini, specializzata in diritto bancario e degli intermediari finanziari.
I documenti vanno richiesta fin da ora, perché come spiegato nel corso dell’assemblea informativa organizzata dai Risparmiatori Azzerati di Carife l’altra sera al centro sociale ricreativo “Il Parco” di via Canapa, martedì 13 giugno sono stati pubblicati i decreti in Gazzetta Ufficiale che disciplinano l’arbitrato all’Autorità Nazionale Anticorruzione, e la domanda di arbitrato va presentata entro quattro mesi dal 13 luglio, mentre la banca ha 90 giorni di tempo per consegnare la documentazione dalla data di richiesta. Sui tempi ristretti e l’importanza di predisporre nel modo più adeguato possibile la documentazione, insiste l’avvocato Vescovini. «La procedura arbitrale richiede che si dimostri di essere stati vittime di violazioni in tema di trasparenze e informazione dalle banche, e la richiesta di documentazione serve a dimostrare al collegio arbitrale dell’esistenza della violazione dei principi previsti dal Tuf».
Non si possono neanche fare domande cumulative, come qualcuno presente l’altra sera ha chiesto:ognuno ha la sua storia, ha spiegato l’avvocato, che chiarisce anche che con la procedura arbitrale si può ottenere un risarcimento totale o minimo o anche zero. La soluzione più pratica dunque per gli obbligazionisti traditi è quello di presentare la domanda di arbitrato, e la scadenza ultima, ricorda l’avvocato, è il 13 novembre, dopo di che decade il diritto. “Poi si arriva a una decisione che può prevedere una discussione, e si espone de visu il contenuto. Infine,la decisione può essere accettata o rifiutata. In quest’ultimo caso, si può procedere con la causa».
Veronica Capucci
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