Crisi, artigiani cauti: qualche spiraglio ma ripresa lontana
Qual è lo stato di salute dell’economia ferrarese, e in particolare dell’occupazione? La lettura delle associazioni dell’artigianato vede piccoli segnali di luce sovrastati da una cupola di cautele e...
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Qual è lo stato di salute dell’economia ferrarese, e in particolare dell’occupazione? La lettura delle associazioni dell’artigianato vede piccoli segnali di luce sovrastati da una cupola di cautele e pessimismo. «La lettura dei dati dell'Osservatorio, non ci consegna un quadro positivo, al saldo dell'ultimo trimestre - commenta Giuseppe Vancini, segretario generale Confartigianato - Evidenzia semmai buone proiezioni per il prossimo, di cui il tempo ci dirà l'effettiva realizzabilità. Paiono infatti - e sarebbe un'incongruenza - fare affidamento su una produzione superiore al fatturato, che si tradurrebbe in una diminuzione degli utili, e che fa presumere si lavori sotto costo pur di tenere in piedi l'attività. Ancora, confermano l'aumento del ricorso alla cassa integrazione, il che la dice lunga sull'essere usciti o meno dalla crisi». Al tempo stesso, «è vero che sembrano diminuire i margini di differenza tra le condizioni del territorio regionale e provinciale - da sempre fanalino di coda - , ma non la definirei una vittoria, piuttosto un passo che non deve accontentarci. Quindi, stiamo a vedere. Noi, come Confartigianato, negli ultimi quattro mesi abbiamo rilevato nelle nostre aziende un aumento dell'occupazione, quantificabile in circa 200 unità. Numeri che ci incoraggiano, ma proprio perché siamo consapevoli che non sono significativi in via assoluta, vanno valutati con cautela».
Qualche concessione in più all’ottimismo dal direttore generale Cna Ferrara di Diego Benatti: «Anche se la situazione economica si presenta a tutt’oggi ancora complessa, nelle sue linee generali, si susseguono, negli ultimi mesi, segnali di miglioramento. Confermati dagli ultimi dati Unioncamere, che testimoniano una sia pur parziale ripresa del quadro relativo all’artigianato in Emilia Romagna, sia sul mercato interno, che soprattutto su quello estero, con un fatturato complessivo in aumento dell’1,7 % e un + 1,7% della produzione.
Segnali positivi confermati anche dall’Osservatorio nazionale sull’occupazione Cna, che registra addirittura a maggio un picco dell’occupazione pari al 3,8% in più rispetto alla stessa data dello scorso anno (lo 0,8% in più rispetto al mese di aprile 2017), su un campione di 20.500 imprese con 134 mila dipendenti. Si tratta della più alta crescita verificatasi a partire da gennaio 2016: un risultato determinato, in particolare, dall’incremento delle assunzioni, addirittura a doppia cifra: +38,3 % in un anno, che ha interessato tutte le tipologie contrattuali (il tempo indeterminato è cresciuto del 13,5 %)».
Qualche concessione in più all’ottimismo dal direttore generale Cna Ferrara di Diego Benatti: «Anche se la situazione economica si presenta a tutt’oggi ancora complessa, nelle sue linee generali, si susseguono, negli ultimi mesi, segnali di miglioramento. Confermati dagli ultimi dati Unioncamere, che testimoniano una sia pur parziale ripresa del quadro relativo all’artigianato in Emilia Romagna, sia sul mercato interno, che soprattutto su quello estero, con un fatturato complessivo in aumento dell’1,7 % e un + 1,7% della produzione.
Segnali positivi confermati anche dall’Osservatorio nazionale sull’occupazione Cna, che registra addirittura a maggio un picco dell’occupazione pari al 3,8% in più rispetto alla stessa data dello scorso anno (lo 0,8% in più rispetto al mese di aprile 2017), su un campione di 20.500 imprese con 134 mila dipendenti. Si tratta della più alta crescita verificatasi a partire da gennaio 2016: un risultato determinato, in particolare, dall’incremento delle assunzioni, addirittura a doppia cifra: +38,3 % in un anno, che ha interessato tutte le tipologie contrattuali (il tempo indeterminato è cresciuto del 13,5 %)».
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