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L’omicidio di Fossanova e il rischio dell’ergastolo  

L’omicidio di Fossanova e il rischio dell’ergastolo  

Oggi la sentenza per Simone Bertocchi, accusato di aver ucciso Roberto Tosi Nel luglio dell’anno scorso sparò anche alla compagna Raffela Pareschi

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Ci sarà anche lui, oggi, in aula. Davanti al giudice Piera Tassoni che deciderà sulla sua vita prossima, futura. Se dovrà scontare tuta la vita in un carcere o “solo” tanti decenni in una cella. Per Simone Bertocchi oggi è il giorno del giudizio, alle 9.30 è fissata l’udienza in cui il giudice Tassoni dopo la precedente in cui tutte le parti avevano presentato le richieste, le valuterà, soppesandole, dicendo sì o no all’ergastolo chiesto dal pm Stefano Longhi. Una richiesta durissima, che però possiamo sintetizzare - al di là di tutti i tecnicismi che l’hanno motivata - in una frase che Bertocchi pronunciò in un interrogatorio davanti a carabinieri e inquirenti che lo avevano arrestato: «E’ andata bene così», sottolineando con questa frase tutto l’odio che lo aveva armato contro Roberto Tosi Savonuzzi, il vicino di casa, della casa della fidanzata di cui Bertocchi prese le difese.

La causa scatenante del delitto di Fossanova San Marco, del 25 luglio dello scorso anno, è tutta qui: il contrasto con Tosi, che si era accorto di comportamenti non certo limpidi e ritenuti illegali da parte di Bertocchi. Alla base dell’omicidio, anche se non contestato formalmente negli atti, c’è una successione che potrebbe comunque esserne il movente. Il 22 luglio, pochi giorni prima di essere ucciso, Tosi andò in banca con Vittorino Chiccoli, l’anziano vicino di casa, che abitava nella porzione della nipote, fidanzata di Bertocchi. Anziano che di fatto era stato adottato da Tosi e dalla compagna, Raffaela Pareschi, per chiarire con la banca perchè l’anziano non avesse nemmeno i soldi per comprare il pane, nonostante potesse contare sua una pensione mensile di 800 euro. Le tante coincidenze scoperte quel giorno portarono Tosi a sospettare di Bertocchi perchè accompagnava sempre l’anziano a riscuotere la pensione. Così con questi dubbi in testa, il giorno prima di esser ucciso Tosi aveva scritto un esposto contro Bertocchi, accusandolo di derubare l’anziano: lo aveva sottoposto anche ad un amico poliziotto per una valutazione. Quell’esposto parlava della truffa e del raggiro continuo verso l’anziano. Non c’è mai stata prova certa che Bertocchi lo sapesse, chissà forse l’anziano potrebbe aver riferito dei controllo di Tosi su Bertocchi. Un movente che movente non è mai stato, formalmente. Rimane allora l’omicidio premeditato, contestato dalla procura: ergastolo. Sul quale oggi decide il giudice.

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