La Nuova Ferrara

Ferrara

la nuova cucina

La rinascita del centro passa per il buon cibo 

La rinascita del centro passa per il buon cibo 

Dalla pasta da passeggio al toast da gourmet fino alle ricette della nonna. La frontiera del fast food artigianale è rivolta ai turisti, a chi studia o lavora

3 MINUTI DI LETTURA





FERRARA. Prendi un piatto tradizionale e reinventalo. Vale per gli chef in cerca di idee innovative; vale per imprenditori che vogliono scommettere su modelli originali di ristorazione. Ferrara negli ultimi mesi sembra aver scoperto una nuova vocazione gastronomica, diventando un polo di attrazione per operatori disposti a investire regalando al centro cittadino - afflitto da una perniciosa morìa di negozi - una rinascita commerciale.

Ecco dunque, dopo il tempio del panino “Come Vuoi” e il regno della birra artigianale “Birra Frara” di San Romano, e lo Street Burger Gourmet di via Carlo Mayr, altre tre aperture destinate a ridar colore al buio delle serrande chiuse. Là dove c’era un negozio di telefonia, tra via Garibaldi e via della Luna, da circa un mese c’è “Bigoi”, ovvero la pasta fresca da passeggio. «Non abbiamo inventato la pastasciutta, ma un modo diverso di intenderla», riassume Giuseppe “Beppe” Berti, l’imprenditore che dopo le incoraggianti esperienze di Venezia, Verona, Padova e Vicenza ha deciso di “esportare” il marchio fuori dai confini veneti scegliendo Ferrara, città buongustaia, turistica e amante della vasca in centro.


«Ci aspettavamo una buona accoglienza, ma questa è stata al di sopra di ogni aspettativa - commenta Berti - c’è molta curiosità per il prodotto, che è apprezzato non solo dai più giovani, per i prezzi contenuti, ma anche dai tanti adulti single che magari non hanno voglia di cucinarsi la pasta al nero di seppia per pranzo, ma di mangiarla sì». Basata sulla velocità unita a un prodotto fresco trafilato al bronzo, “Bigoi” assicura una porzione di pasta (solo spaghetti, come rivela il marchio) nello spazio di un minuto, servita in vaschette biocompatibili e da consumare per strade o sul posto, come degustazione. Nove i sughi a scelta: tre di carne, tre di pesce e altrettanti vegetali. E ben vengano altre realtà del settore, anche vicine: «A Venezia una pizzeria d’asporto era preoccupata per il nostro arrivo, e invece ha implementato il suo giro d’affari. Perché si tratta di riempire uno spazio vuoto di mercato - conclude Berti - e non di occupare gli spazi altrui».

[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:site:1.15582025:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.lanuovaferrara.it/image/contentid/policy:1.15582025:1650612375/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Se con “Bigoi” la pasta ha un nuovo stile, con “Schiaccia” in via San Romano la ricetta della nonna diventa un brand. Tutto è nato dall’idea di Filippo Siebanek, imprenditore bergamasco, di recuperare la ricetta della schiaccia livornese che gli preparava la nonna quando, bambino, trascorreva le vacanze in toscana. Grazie a quella “formula magica”, Siebanek ha aperto una piccola panetteria nella sua città dove un giorno è entrato un altro pioniere del food, il bresciano Pietro Nuccio. È stato amore al primo assaggio: «Quel sapore antico mi ha commosso - spiega - Così ho chiesto a Siebanek di poter portare il marchio a Brescia, dove ho aperto due locali». L’incontro tra Nuccio e Ernesto Palermo, imprenditore di Padova da tre anni a Ferrara, ha fatto sì che Schiaccia approdasse anche nella città estense, dove ha aperto i battenti una settimana fa. «Abbiamo voluto proporre un prodotto che qui era poco o nulla conosciuto, puntando sul carattere artigianale e sulla qualità».

[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:site:1.15582024:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.lanuovaferrara.it/image/contentid/policy:1.15582024:1650612375/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Le stesse parole d’ordine che accompagnano l’imminente apertura (entro metà luglio) della Toasteria Italiana, in via Garibaldi. Ne è promotore Francesco De Luca, ingegnere votato al food che con la moglie Vittoria, ex insegnante convertita all’alta pasticceria, ha preso in franchising il marchio nato a Peschiera del Garda. Dalla colazione (con vasto assortimento di cornetteria) fino alla cena, il locale proporrà una contaminazione di gusti nazionali: i toast si chiameranno come le città dello Stivale, ciascuno con la propria tipicità. Spazio anche a salumi e affettati, con selezione di prodotti dop. «Un modo diverso di intendere il fast food - sottolinea De Luca - niente di industriale, solo prodotti genuini».

Alessandra Mura
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google