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«Lavoratori balneari mal pagati e sfruttati» 

«Lavoratori balneari mal pagati e sfruttati» 

La Cgil lancia la campagna Diritti alla Stagione contro abusivismo e sommerso Volantinaggio su tutta la costa e vigilanza sui voucher reintrodotti nel turismo

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La Cgil si mobilita contro il lavoro nero negli stabilimenti balneari della costa, oltre che negli alberghi e nei ristoranti. Fenomeni che secondo il sindacato manifestano una crescita preoccupante.

“Diritti alla stagione” è una campagna di carattere regionale, che si spinge dal Lido di Volano fino a Cattolica, che tramite un volantinaggio parte oggi per poi ripetersi il 3 e il 30 agosto. «Oltre a un mare di legalità – spiega Mauro Cavazzini della Filcams -, come dice lo slogan della giusta campagna contro l’abusivismo commerciale sulle spiagge, è giusto pretendere un mare di diritti. La nostra struttura turistica purtroppo è sostenuta dal lavoro nero e comunque da contratti al limite della irregolarità, anche in termini di sicurezza».

La Cgil parla tra l’altro di turni massacranti svolti senza alcun tipo di tutela, di contratti collettivi “pirata” firmati da sindacati di comodo, di forme precarie tese a risparmiare sul costo del lavoro, persino di somministrazione illecita di manodopera con il ricorso di appalti a terzi in serie.

Torna la questione voucher, che peraltro nel settore turismo sono stati di fatto reintrodotti, in barba al referendum che ne chiedeva la cancellazione, poi bypassato dal governo Gentiloni.

«Avendo ora tre giorni per validare i voucher – fa notare Cavazzini – le imprese possono in pratica dichiarare di non averlo ancora utilizzato ed estenderlo per i giorni successivi. Essendo inoltre naturalmente uno strumento che copre un orario che in realtà è ben superiore. La situazione è peggiorata».

È notizia di questi giorni: le imprese si lamentano dell’assenza di manodopera qualificata per la stagione di quest’anno. Il sindacalista replica: «La vicenda voucher non c’entra nulla. Tra le cause di questo fenomeno c’è l’assenza di una giusta retribuzione e la scarsa valorizzazione del lavoro: in questo settore peraltro sono quattro anni che non c’è un rinnovo del contratto nazionale, quindi niente aumenti. Ma capisco – dice ancora Cavazzini - che sia più facile incolpare i giovani e la loro presunta mancanza di voglia di lavorare e di sacrificarsi. E coinvolgere così personale straniero che ha una formazione di base minima».

Su questi temi la Filcams-Cigl chiede un confronto tra istituzioni, associazioni datoriali e organizzazioni sindacali, utile a verificare il contesto e a promuovere soluzioni a partire dalla verifica dell’offerta formativa, fino a toccare gli argomenti di regolarità, legalità e condizioni di lavoro nel settore, «elementi essenziali per garantire un’offerta turistica di qualità nella nostra regione». Recentemente è stato siglato, a livello regionale e provinciale, un protocollo tra i diversi attori interessati da queste problematiche: «La via da seguire è questa – sostiene Cavazzini – se si vuole estendere la legalità a 360 gradi e quindi anche ai rapporti di lavoro».

Fabio Terminali

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