«Marcello era straordinario»
Gli amici della squadra di calcetto, quelli (di sempre) di Pontelagoscuro, gli altri che nel corso degli anni si erano aggiunti a questo gruppo di giovani. Erano all’incirca in 50, ieri alle 19,30,...
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Gli amici della squadra di calcetto, quelli (di sempre) di Pontelagoscuro, gli altri che nel corso degli anni si erano aggiunti a questo gruppo di giovani. Erano all’incirca in 50, ieri alle 19,30, in Piazza Ariostea. Riuniti, assieme al padre di Marcello Cenci, 32 anni, ucciso nella notte tra l’1 e il 2 luglio scorsi a Valencia, in Spagna. L’omicida è uno di quei ragazzi, Eder Guidarelli Mattioli, anche lui 32 enne, ora in carcere ad Imperia. Il padre di Marcello si avvicina, le condoglianze, e se ne va. Ma ad un certo punto, attorno alle 19,45, Enrico Segala, si fa in un certo senso, portavoce di quei giovani: «Marcello era un ragazzo straordinario. Aveva le sue idee e le difendeva. Per questo - prosegue l’amico - alle volte era amato, altre era criticato. Ma tutti noi possiamo affermare nella maniera più perentoria che Marcello era una persona unica. Eder? Era uno di noi, di certo quello che ha fatto è di una gravità inaudita. Eder ha rovinato la famiglia di Marcello, la sua, e se stesso. Non credo che lo si potrà mai perdonare, almeno questo è quanto mi sento, e ci sentiamo, di dire in questo momento. Adesso». (m.puli.)
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