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Migranti cureranno lo sfalcio dell’erba 

Vigarano Mainarda, lavoreranno assieme a volontari locali Con i risparmi il Comune potrà acquistare giochi per i parchi

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VIGARANO MAINARDA. In un incontro che si è svolto nella residenza municipale, è stato formato un gruppo di volontari che si occuperanno dello sfalcio dell'erba nei parchi e nelle aree verdi pubbliche del comune. Questo primo incontro ha avuto l'adesione di una trentina di persone. Il gruppo è formato sia da cittadini vigaranesi che migranti presenti sul territorio comunale. Già in passato i migranti erano stati impegnati, come volontari, nella sistemazione dei campi sportivi, nella Caritas comunale, in biblioteca e nella pulizia del giardino del circolo Auser. Causa la mancanza di norme che regolamentavano il lavoro di volontariato dei migranti l'attività è stata poi forzatamente sospesa. Ora, rispettando le norme di un accordo fra Stato e Regione, l'aspetto burocratico è stato superato e si è trovata la formula per poter impegnare, oltre ai volontari locali, anche i migranti che potranno dedicarsi a lavori socialmente utili. A tutti verrà fatto un corso di aggiornamento di una dozzina di ore, inizierà la settimana prossima, sull'utilizzo degli attrezzi per lo sfalcio dell'erba e per conseguire un attestato e diventare operativi.

«Abbiamo già individuato le aree e le zone dove sia i migranti che i volontari residenti opereranno congiuntamente - afferma la sindaca vigaranese Barbara Paron - si dedicheranno alla cura del verde ed allo sfalcio dell'erba. Un servizio che andrà a beneficio di tutta la comunità e sarà anche un modo per far integrare i migranti con il tessuto locale».

Trattandosi di volontariato questo comporterà un risparmio notevole per le casse comunali. «Aderendo ad una richiesta dei volontari - conclude la stessa Paron -, si è deciso che l'importo risparmiato verrà utilizzato per acquisto di giochi per bambini, nei parchi pubblici, e sistemazione panchine e attrezzature varie nelle aree verdi dei punti di incontro sul nostro territorio». Terminato questo primo corso si sta già lavorando per preparare un nuovo corso in modo da allargare il numero dei volontari sia locali che migranti da poter impegnare in attività socialmente utili. Una delle critiche più ricorrenti da parte dei cittadini è infatti quella che i migranti non fanno nulla tutto il giorno.

Giuliano Barbieri



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