Spiagge libere sovraffollate «La sicurezza è a rischio»
Arriva anche sui Lidi l’idea di limitare l’accesso per preservare decoro e igiene «Caos solo nel fine settimana, per il resto non abbiamo mai avuto problemi»
2 MINUTI DI LETTURA
PORTO GARIBALDI. Arriva anche sui Lidi l’idea di limitare gli accessi alle spiagge libere, per contenere problemi di sovraffollamento e quindi per preservare quei canoni di decoro e di igiene che in alcune zone sarebbero venuti meno. Quella che sembrava una provocazione sembra destinata a divenire realtà, anche se per fortuna sulla costa comacchiese la spiaggia libera resta patrimonio di liberi fruitori, molti dei quali aficionados di lungo corso, come Angelo Manfredonia, marittimo 42enne, originario di Napoli, che sta concedendosi un breve periodo di ferie con la figlia Linda di 4 anni, sulla spiaggia libera di Porto Garibaldi. «C’è più gente il sabato e la domenica - afferma Manfredonia -, ma è una spiaggia tranquilla, dove puoi lasciare oggetti sotto l’ombrellone, senza correre rischi».
In arrivo con ombrellone e sdrai portati da casa anche Daniel Campioni, magazziniere 26enne di Ferrara con la fidanzata Nertila Lossi, parrucchiera 22enne, che riconoscono di preferire la spiaggia libera perché «abbiamo a disposizione solo mezza giornata. Ci troviamo bene, piantiamo l’ombrellone dove vogliamo. Le spiagge pubbliche devono essere fruibili a tutti. Qui c’è spazio anche nei fine settimana. Non ci sono i problemi che hanno in Liguria».
Sulla stessa lunghezza d'onda Maria Pia Piccolo di Reggio Emilia, in ferie a Porto Garibaldi nella casa di proprietà. «Vengo qui da vent’anni, cerco di godermi tutto il tempo possibile in spiaggia - ci dice la turista - e mi porto da casa anche l'insalatone freddo preparato con le mie mani, con le seppie comprate in giornata. È una spiaggia a misura di tutti e non è mai sovraffollata, neppure nei week-end».
Il numero chiuso nelle spiagge libere resta confinato alla riviera ligure, ma non è una leggenda metropolitana o, per meglio dire, balneare, come spiega Luca Callegarini, funzionario provinciale di Confesercenti, nonché presidente della cooperativa degli stabilimenti balneari del lido di Volano. «Secondo linee dettate dalla Regione, il piano dell'arenile prevede che a fronte di un dato numero di stabilimenti balneari ci siano un tot spiagge libere. Sulla nostra costa abbiamo la fortuna - prosegue Callegarini -, che c’è abbondanza di spiaggia libera con aree non assegnate in concessione, né assegnabili. Da noi i canoni regionali sono ampiamente rispettati. Questo però non esula da diverse problematiche. Abbiamo già fatto presente all’amministrazione comunale la mancanza di sicurezza nelle giornate di pienone, quando sulla spiaggia libera arrivano centinaia di persone. In qualche modo sì, il fenomeno va regolamentato perché lo spazio è minimo».
Katia Romagnoli
In arrivo con ombrellone e sdrai portati da casa anche Daniel Campioni, magazziniere 26enne di Ferrara con la fidanzata Nertila Lossi, parrucchiera 22enne, che riconoscono di preferire la spiaggia libera perché «abbiamo a disposizione solo mezza giornata. Ci troviamo bene, piantiamo l’ombrellone dove vogliamo. Le spiagge pubbliche devono essere fruibili a tutti. Qui c’è spazio anche nei fine settimana. Non ci sono i problemi che hanno in Liguria».
Sulla stessa lunghezza d'onda Maria Pia Piccolo di Reggio Emilia, in ferie a Porto Garibaldi nella casa di proprietà. «Vengo qui da vent’anni, cerco di godermi tutto il tempo possibile in spiaggia - ci dice la turista - e mi porto da casa anche l'insalatone freddo preparato con le mie mani, con le seppie comprate in giornata. È una spiaggia a misura di tutti e non è mai sovraffollata, neppure nei week-end».
Il numero chiuso nelle spiagge libere resta confinato alla riviera ligure, ma non è una leggenda metropolitana o, per meglio dire, balneare, come spiega Luca Callegarini, funzionario provinciale di Confesercenti, nonché presidente della cooperativa degli stabilimenti balneari del lido di Volano. «Secondo linee dettate dalla Regione, il piano dell'arenile prevede che a fronte di un dato numero di stabilimenti balneari ci siano un tot spiagge libere. Sulla nostra costa abbiamo la fortuna - prosegue Callegarini -, che c’è abbondanza di spiaggia libera con aree non assegnate in concessione, né assegnabili. Da noi i canoni regionali sono ampiamente rispettati. Questo però non esula da diverse problematiche. Abbiamo già fatto presente all’amministrazione comunale la mancanza di sicurezza nelle giornate di pienone, quando sulla spiaggia libera arrivano centinaia di persone. In qualche modo sì, il fenomeno va regolamentato perché lo spazio è minimo».
Katia Romagnoli
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
