Fusione Berra e Ro La Lega ci riprova
Il capogruppo Bigoni: «Due Comuni simili, tanti i vantaggi» Un invito alla maggioranza a discutere subito la questione
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BERRA. Migranti e fusione dei Comuni (Berra e Ro) sono stati i due punti cardini dell’ultima assise berrese, argomenti trattati su invito (interpellanza/interrogazione) del gruppo di opposizione “Uniti per Berra”. Per quanto riguarda la fusione il capogruppo leghista di “Uniti per Berra” Stefano Bigoni dice: «Vedo bene una fusione tra noi e Ro - Copparo da sola sopravvive - comuni simili in tutto, come posizione, ovvero sul Po, come numero di abitanti e come problematiche da risolvere. Una fusione che potrebbe giovare anche in termini di contributi economici per lo sviluppo del territorio. Se questa proposta venisse avanzata il nostro gruppo è disposto a votarla e avrebbe una proposta per il nome "Le terre del Delta del Po". Ritengo, come ha espresso il sindaco nell’ultimo consiglio comunale, che se ne può parlare, ma dobbiamo farlo subito, senza aspettare con il rischio di perdere agevolazioni. Voglio ribadire – conclude Bigoni – che si tratta di una fusione, mentre i servizi potrebbero rimanere in seno all’Unione, con le dovute verifiche e opportunità».
Sul discorso immigrati, Bigoni esprime il suo pensiero negativo rispetto ai 36 migranti presenti sul territorio comunale berrese, e aggiunge: «Il fatto che non vi siano regole stabilite sul rapporto immigrati/residenti, come ha spiegato il sindaco, mi pare non corrisponda al vero. Il ministro dell’interno Marco Minniti tempo fa riferiva che gli accordi Viminale/Anci prevedevano 2,5 immigrati ogni mille abitanti. Indipendentemente da tutto questo – prosegue Bigoni – con 36 immigrati il peso da sostenere inizia ad essere insostenibile. Non è che vogliamo ristabilire il calo demografico, al quale stiamo andando inesorabilmente incontro, con l'arrivo di numerosi profughi? Sarà anche vero che gli arrivi non li decide il comune ma spetta poi al comune gestirli. È il comune che rilascia i documenti regolari e spetta al comune controllare questi immigrati dal punto di vista della sicurezza».
Poi arriva la richiesta: «Chiediamo con forza all'amministrazione comunale berrese di riprendere in mano le redini della situazione, accogliendo il numero che ci spetta e auspichiamo un controllo maggiore sulle presenze di questi migranti sul territorio». (d.m.)
Sul discorso immigrati, Bigoni esprime il suo pensiero negativo rispetto ai 36 migranti presenti sul territorio comunale berrese, e aggiunge: «Il fatto che non vi siano regole stabilite sul rapporto immigrati/residenti, come ha spiegato il sindaco, mi pare non corrisponda al vero. Il ministro dell’interno Marco Minniti tempo fa riferiva che gli accordi Viminale/Anci prevedevano 2,5 immigrati ogni mille abitanti. Indipendentemente da tutto questo – prosegue Bigoni – con 36 immigrati il peso da sostenere inizia ad essere insostenibile. Non è che vogliamo ristabilire il calo demografico, al quale stiamo andando inesorabilmente incontro, con l'arrivo di numerosi profughi? Sarà anche vero che gli arrivi non li decide il comune ma spetta poi al comune gestirli. È il comune che rilascia i documenti regolari e spetta al comune controllare questi immigrati dal punto di vista della sicurezza».
Poi arriva la richiesta: «Chiediamo con forza all'amministrazione comunale berrese di riprendere in mano le redini della situazione, accogliendo il numero che ci spetta e auspichiamo un controllo maggiore sulle presenze di questi migranti sul territorio». (d.m.)
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