Ha vegliato il suo padrone e poi è morto dal dolore
Non ha retto il cuore del cane di Livio Zanellato, l’uomo trovato senza vita. I due vivevano insieme da anni ed erano così diventati inseparabili
CODIGORO. È morto dal dolore il cane di Livio Zanellato, il 50enne di Codigoro trovato morto dopo una settimana nella sua casa di via Guido Monaco. Goku, così si chiamava, ha vegliato accanto a lui per diversi giorni, ma quando il corpo dell’uomo è stato portato via, non ce l’ha fatta.
Zanellato viveva da solo con il cane e un gatto, la salma è stata portata all’Istituto di medicina legale per gli esami autoptici. Non è ancora possibile dire per quali cause sia morto. La sorella, Michela e il fratello Marco sono arrivati in via Guido Monaco, n.34, dove viveva Livio, ma in serata hanno raggiunto le rispettive famiglie (Michela, ha due figli piccoli) in attesa dell’autorizzazione del perito per organizzare il funerale.
Livio, molto probabilmente riposerà accanto alla mamma, Edda Bui, al papà , Benito e al fratello maggiore, Michele, nel camposanto di Codigoro.
Livio Zanellato, viveva solo ed era disoccupato ma era molto conosciuto perché portava sempre a spasso il fido cane Goku e la morte dell’animale ha fatto scendere ancora lacrime tra i cittadini di Codigoro.
Goku, il cane di Livio, dopo la veglia al corpo senza vita del padrone per alcuni giorni, è morto nel cortile retrostante l’abitazione dove, dopo ricerche durate alcune ore, è stato trovato.
Donatella Vecchiattini, amica di Livio ha raccontato che «Il cane ha seguito il suo padrone. Non lo ha lasciato solo nemmeno nell’ultimo viaggio!». Il cuore di Goku, infatti, non ha retto «staranno passeggiando ancora insieme - aggiungono gli amici - Erano inseparabili, qualcuno lo aveva immaginato ed è successo davvero».
Vicino alla famiglia, anche l’amministrazione comunale e le condoglianze arrivano direttamente dal sindaco Alice Zanardi. «Una storia incredibile, da brividi - commentano ancora le persone più vicine al 50enne -. Il cane ha resistito per giorni, quasi non volesse mai lasciarlo solo. È morto non appena il copro è stato trovato, non è un caso».
Vincenzo Trapella
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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