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Auto a fuoco in strada Non si esclude il dolo 

Auto a fuoco in strada Non si esclude il dolo 

Comacchio, l’intervento dei vigili del fuoco in piena notte in Corso Garibaldi Il proprietario è il figlio della donna uccisa nel 2011 a Porto Garibaldi

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COMACCHIO. Autovettura incendiata nel cuore della notte, in un parcheggio del centro storico di Comacchio.

Attorno alle ore 2.30 di venerdì alcuni residenti in Corso Garibaldi sono stati svegliati da un insolito crepitìo e alle vista di fiamme alte all’interno di un’area di parcheggio di via Sant’Agostino sud, si sono affrettati a chiamare il 112 e il 115. In pochi minuti è arrivata sul posto una squadra di Vigili del Fuoco, che ha immediatamente domato il fuoco con il ricorso allo schiumogeno, impedendo che le fiamme potessero propagarsi ad altri veicoli in sosta.

A farne le spese una Suzuky Wagon, completamente distrutta dall’incendio, di proprietà di Vito Scarpa, figlio di Rina Guidi, l’anziana rapinata ed uccisa il 13 settembre 2011 dall’ex-nuora, dal compagno, con la complicità del figlio di quest’ultimo.

«Non so come sia potuto succedere - ha spiegato ieri mattina Vito Scarpa, ancora scosso per l'accaduto-; lavoro in cucina al ristorante Sayonara del Lido degli Estensi. Ero rientrato intorno alle 23.30 e ho parcheggiato, come sempre, la mia macchina nel parcheggio dietro casa. Poi mi hanno svegliato in piena notte, l’auto era già andata in fumo». Secondo quanto riferito da Scarpa, dopo l’intervento tempestivo dei Vigili del Fuoco, non sarebbe esclusa la matrice dolosa dell’incendio, ma non è neppure da scartare quella accidentale, in quanto mancano al momento elementi che possano avvalorare l’azione volontaria dell’innesco del fuoco.

Sembra che la scintilla sia partita dalla parte anteriore del veicolo, sotto alla ruota anteriore. Non è da escludere che le alte temperature estive, associate al fatto che l'autovettura sia di vecchia immatricolazione, possano aver giocato un ruolo determinante, sino a scatenare un corto circuito tra gli ingranaggi surriscaldati dall’olio del motore. Sul posto è intervenuta anche una pattuglia dei carabinieri della stazione di Comacchio. Sarà la relazione tecnica dei pompieri tuttavia a delineare un quadro più approfondito sulla dinamica dell'accaduto. Intanto ieri mattina il carroatrezzi ha rimosso i rottami cabonizzati del veicolo dall'area di parcheggio. «Non ci voleva, dopo l'ischemia che mi aveva colpito alcuni anni fa, ma soprattutto dopo lo chock e il dolore per l’omicidio di mia mamma».

Rina Guidi infatti, fu sorpresa nel sonno da 3 banditi mascherati la notte tra il 13 ed il 14 settembre 2011. Dopo esser stata percossa, imbavagliata e legata al letto, i tre hanno portato a segno la rapina. La donna fu ritrovata morta proprio dal figlio.



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