Feriti nella calca a Torino: «Ora chiediamo i danni»
Caduti a terra, calpestati e finiti sui cocci di vetro. «Credevo di morire» Due coppie ferraresi vogliono essere risarcite dal sindaco Chiara Appendino
FERRARA. Calpestati dalla folla, feriti, spaventati. Gli occhiali rotti, gli abiti stracciati, zaini e scarpe perduti, i cellulari spariti. Due coppie ferraresi sono riemerse per miracolo dalla bolgia di piazza San Carlo, a Torino. Quella sera c’erano anche loro, ad assistere alla finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid. E anche loro, come migliaia di altre persone, sono passati in pochi istanti dalla gioia di una serata di sport al terrore buio di chi non ha nemmeno il tempo di rendersi conto di quanto sta accadendo.
Entrambe le coppie - che erano arrivate separatamente nel capoluogo piemontese - si sono rivolte al Movimento Difesa Cittadino e attraverso l’avvocato Gianni Ricciuti hanno chiesto il risarcimento danni al Comune di Torino. La raccomandata al sindaco Chiara Appendino, informa lo stesso Ricciuti, è appena partita: «Per il momento seguiamo la strada civile e restiamo alla finestra aspettando una risposta. Ma non è escluso che si possa procedere anche in sede penale, presentando querela. Nella richiesta non c’è quantificazione del danno, perché i miei assistiti non sono ancora guariti dalle ferite e non sono ancora stimate le conseguenze definitive delle lesioni. La richiesta di rimborso abbraccia sia i danni biologici e permanenti, sia i beni andati distrutti nella calca».
Quanto i quattro ragazzi - tutti trentenni - abbiano patito, lo si può capire dal racconto di quella notte. Entrambe le coppie sono state bruscamente separate quando la folla ha cominciato a muoversi senza controllo. Nel primo caso, il ragazzo ha provato a tenere stretta a sé la fidanzata, ma la calca che si spostava a ondate, premendo impazzita da tutte le parti, non ci ha messo molto a dividerli. «La mia ragazza è stata trascinata via, la vedevo ma non potevo raggiungerla», ha riferito all’avvocato il giovane. Leo si è ritrovata subito a terra, tra decine e decine di gambe che correvano frenetiche vicino e addosso alla sua persona, schiacciandola sul selciato disseminato di vetri aguzzi e impedendole di rialzarsi. Diversi venditori venuti da chissà dove erano infatti penetrati in piazza San Carlo da numerosi varchi non controllati, smerciando alcolici e altre bevande in vietatissime bottiglie di vetro. I cocci erano ovunque, la donna ci è finita sopra riportando un taglio a una coscia e molte altre escoriazioni. In qualche modo la giovane è riuscita a rimettersi in piedi e a ritrovare il fidanzato. I due sono poi andati insieme all’ospedale, dove alla ferita sono stati applicati ben 18 punti di sutura.
Disavventura analoga, ma a ruoli rovesciati, per la seconda coppia. A un certo punto una delle transenne è crollata, si sono levate urla ed è stato il caos. Nella bolgia il ragazzo è caduto e, sempre a causa dei frammenti taglienti sparsi a terra, si è ferito alla fronte e allo zigomo destro, a pochi millimetri dall’occhio. «Credevo di morire», ha detto. Un soccorritore provvidenziale, rimasto sconosciuto, lo ha aiutato a rialzarsi e il ragazzo, malconcio e dolorante, si è rifugiato insieme alla fidanzato sotto il porticato della piazza. Il tumulto li aveva letteralmente spogliati, inghiottendo zainetti, scarpe, occhiali e telefonini. I due non hanno avuto così nemmeno la possibilità di chiamare soccorso per chiedere aiuto. In modo fortunoso hanno infine raggiunto l’ospedale, invaso da feriti. Il giovane è stato “ricucito”, la sua compagna, viste le condizioni in cui versava il nosocomio, ha rinunciato alla medicazione alle mani.
Rientrate a Ferrara, smaltito un po’ il trauma, le due coppie arrivate separatamente a Torino si sono ritrovare riunite all’associazione Movimento Difesa Cittadino, per ottenere giustizia. «Se ci sono altri ferraresi rimasti infortunati o danneggiati nei fatti di piazza San Carlo - è l’invito finale dell’avvocato Ricciuti - possono rivolgersi a noi».
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