«Necessario accorpare i Comuni»
Anche Bellotti (presidente Cna) favorevole alla proposta di Cgil, Cisl e UIl
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La Cna sostiene da anni la fusione tra i Comuni, per i benefici che questo processo può comportare per i cittadini e per le imprese. Lo sottolinea Davide Bellotti, presidente provinciale della Cna, persuaso, tra l’altro, della necessità di accelerare e procedere con maggiore determinazione in questo senso. Trova un alleato quindi la proposta dei sindacati Cgil, Cisl e Uil di accorpare i comuni della provincia.
«Le titubanze e le lentezze su questo terreno sono ancora forti – puntualizza Bellotti – E pensare che oggi, dopo l'appiattimento delle funzioni delle province e la conseguente difficoltà di valorizzare le aree non metropolitane, l'effettiva fusione amministrativa diventerebbe indispensabile per connettere questi territori allo sviluppo. Dal punto di vista delle imprese del nostro territorio, comunque, se ne intravvedono solo dei vantaggi: dalla omogeneizzazione dei regolamenti, tutt’ora diversificati, se non contraddittori tra Comune e Comune, ad una più razionale distribuzione di risorse e un maggior contenimento della spesa pubblica, possibili grazie ad una migliore economia di scala. Per non parlare della opportunità di utilizzare finanziamenti e contributi messi a disposizione dalla Regione per le operazioni di fusione amministrativa».
«Ma il vero punto, di rilevanza strategica – insiste il presidente provinciale della Cna – è che il processo di fusione dei Comuni rappresenta il passaggio obbligato per promuovere una reale pianificazione e programmazione delle scelte di sviluppo e per la crescita dell’economia ferrarese». Tema molto avvertito dalla Cna, che ha sollecitato su questo, e in diverse occasioni, un più coerente impegno delle istituzioni locali, lamentando talvolta frammentazione e scarsa capacità di coordinamento, chiedendo, inoltre, di essere diretta parte in causa e artefice, in prima persona, di una nuova capacità di programmazione delle scelte strategiche che riguardano l’economia e le imprese, fin dalle prime battute.
Ben vengano, quindi, le fusioni e in tempi non troppo “futuribili”.
«Occorre aprire subito un tavolo di confronto su questo tema, coinvolgendo cittadini e imprese – sollecita Bellotti – in un percorso che dovrà stabilire scelte, come quella del numero dei Comuni attraverso i quali sarà amministrata la cosa pubblica nella nostra provincia. Decisioni, comunque destinate ad avere un forte impatto. Noi speriamo a tutto vantaggio del sistema imprenditoriale, sia nella definizione di scelte più favorevoli al loro sviluppo, ma anche attraverso una reale diminuzione del prelievo fiscale locale e una semplificazione delle procedure amministrative».
«Le titubanze e le lentezze su questo terreno sono ancora forti – puntualizza Bellotti – E pensare che oggi, dopo l'appiattimento delle funzioni delle province e la conseguente difficoltà di valorizzare le aree non metropolitane, l'effettiva fusione amministrativa diventerebbe indispensabile per connettere questi territori allo sviluppo. Dal punto di vista delle imprese del nostro territorio, comunque, se ne intravvedono solo dei vantaggi: dalla omogeneizzazione dei regolamenti, tutt’ora diversificati, se non contraddittori tra Comune e Comune, ad una più razionale distribuzione di risorse e un maggior contenimento della spesa pubblica, possibili grazie ad una migliore economia di scala. Per non parlare della opportunità di utilizzare finanziamenti e contributi messi a disposizione dalla Regione per le operazioni di fusione amministrativa».
«Ma il vero punto, di rilevanza strategica – insiste il presidente provinciale della Cna – è che il processo di fusione dei Comuni rappresenta il passaggio obbligato per promuovere una reale pianificazione e programmazione delle scelte di sviluppo e per la crescita dell’economia ferrarese». Tema molto avvertito dalla Cna, che ha sollecitato su questo, e in diverse occasioni, un più coerente impegno delle istituzioni locali, lamentando talvolta frammentazione e scarsa capacità di coordinamento, chiedendo, inoltre, di essere diretta parte in causa e artefice, in prima persona, di una nuova capacità di programmazione delle scelte strategiche che riguardano l’economia e le imprese, fin dalle prime battute.
Ben vengano, quindi, le fusioni e in tempi non troppo “futuribili”.
«Occorre aprire subito un tavolo di confronto su questo tema, coinvolgendo cittadini e imprese – sollecita Bellotti – in un percorso che dovrà stabilire scelte, come quella del numero dei Comuni attraverso i quali sarà amministrata la cosa pubblica nella nostra provincia. Decisioni, comunque destinate ad avere un forte impatto. Noi speriamo a tutto vantaggio del sistema imprenditoriale, sia nella definizione di scelte più favorevoli al loro sviluppo, ma anche attraverso una reale diminuzione del prelievo fiscale locale e una semplificazione delle procedure amministrative».
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