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le indagini

Omicidio Cenci, per Eder si pensa alla perizia psichiatrica

di Daniele Predieri
Omicidio Cenci, per Eder si pensa alla perizia psichiatrica

Acquisiti documenti sanitari su aggressività e disturbi esplosivi di rabbia: aveva iniziato a curarsi, a febbraio le prime visite

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FERRARA. Per capire tutto bisognerebbe entrare nella mente di Eder Guidarelli: prima della notte di domenica, nei pensieri malati che lo hanno “armato” nell’ultimo anno contro l’amico Marcello Cenci; poi durante quella notte a Valencia, in attesa di Marcello nell’androne della casa in calle Llovera, e soprattutto anche dopo, durante la sua “fuga”, negando a se stesso ciò che avrebbe fatto, consegnandosi ai carabinieri che l’hanno arrestato. Per capire bisogna entrare in punta di piedi dentro quei pensieri malati, che gli stessi inquirenti, pm Alberto Savino e i carabinieri del reparto investigativo, dovranno soppesare e valutare attentamente.

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Perchè ormai, anche se il processo per l’omicidio di Marcello Cenci è ancora senza carte - i pochi atti processuali tra Spagna e Italia, in attesa della decisione sulla competenza -, tutto potrebbe essere filtrato da una perizia psichiatrica che verrebbe eseguita su Eder Guidarelli. Non a caso nel fascicolo aperto dalla procura di Ferrara martedì mattina scorso, ora compaiono anche documenti sanitari, di medici psichiatri che avevano visitato Eder. Perchè il ragazzo accusato di aver ucciso l’amico in una escalation di violenza senza precedenti - le tre aggressioni violente dall’estate fino al dicembre scorso - sapeva di avere un problema. Dopo l’ultimo agguato a Marcello, la sera di Santo Stefano a Pontelagoscuro, in cui Eder lo colpì alla testa procurandogli 55 punti si sutura, aveva capito - gli avevano fatto capire, familiari, amici e chi gli era vicino - che aveva un grande problema. Da qui l’inizio di un percorso di colloqui, consulenze con psichiatri privati, altri con medici specialisti all’Asl di via Cassoli.

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Durante uno di questi, la psichiatra che lo “visita” e parla con lui non ha dubbi e gli spiega che verrà contattato da via Ghiara (i servizi psichiatrici) per iniziare a risolvere “quel” problema: non riuscire a controllare la rabbia, con reazioni esplosive senza controllo. Il documento acquisito nel fascicolo dell’inchiesta rappresenta la classica spia luminosa che si accende per un allarme: questo succedeva alla fine di febbraio. Poi, Eder non ha continuato quel percorso, nessuno lo ha obbligato a farlo, per risolvere il suo problema. Problema deflagrato domenica notte a Valencia, sappiamo come, e la sua condizione psichiatrica che verrà valutata non può essere una attenuante nè una giustificazione, anche perchè in questi casi, misure e pene detentive sono altrettanto incisive e gravi. Dal punto di vista tecnico - giudiziario, Eder è accusato di omicidio volontario aggravato, è in custodia in carcere a Imperia per questo, ma - paradosso dell’impasse dell’inchiesta - non è stato ancora interrogato sull’omicidio quando dovrà spiegare cosa è successo domenica nell’androne della casa di calle Llovera: riuscirà a farlo mettendo in fila i suoi pensieri malati?
 

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