fusioni tra i comuni
Felletti (Mdp): l’aggregazione è la chiave per lo sviluppo
«Articolo Uno, forza democratica e progressista, non può non apprezzare positivamente la proposta avanzata dai tre Sindacati Confederali sul riassetto istituzionale del nostro territorio, anche e non...
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«Articolo Uno, forza democratica e progressista, non può non apprezzare positivamente la proposta avanzata dai tre Sindacati Confederali sul riassetto istituzionale del nostro territorio, anche e non solo per i riverberi che ciò determinerebbe favorevolmente sul piano occupazionale».
Annalisa Felletti, in rappresentanza del Coordinamento Provinciale di Articolo Uno-Mdp, interviene sulla proposta dei sindacati ferraresi di aggregare più comuni territoriali.
«Se è evidente come “l’unione faccia la forza”, motto che riteniamo ben sintetizzi lo spirito della Legge Regionale n° 21 del 2012 che incentiva la creazione di macro-aggregazioni di municipalità, meno evidente è perché non ci sia stata dal 2013 a oggi una maggior presa in carico, sul piano politico quindi poi istituzionale da parte di chi ha governato fino a oggi i comuni della nostra provincia, per arrivare a un assetto territoriale per macro-aree.»
Innumerevoli sarebbero i vantaggi, secondo il pensiero di Annalisa Felletti, che porterebbe con sé uno scenario simile a quello tracciato da Cgil-Cisl e Uil: significherebbe avere ingenti risorse dallo Stato che si tradurrebbero in più servizi e migliori per tutti i cittadini della nostra provincia. In tal modo si incrementerebbe anche il rapporto di prossimità delle Istituzioni col cittadino, che in un quadro generale di crescente difficoltà, vede da un lato l’aumentare dei propri bisogni, e dall’altra parte l’incapacità di farvi fronte.
«L’istituzione di quattro macro-aree (Alto Ferrarese, Ferrara, Copparese e Delta) - continua l’esponente di Articolo Uno-Mdp - porterebbe con sé un’enormità di risorse da tradurre non solo in più servizi, ma anche in maggiori opportunità di ospitare sul territorio nuovi insediamenti produttivi infrastrutturando aree che potrebbero diventare competitive e attrarre nuovi investimenti, generando quindi nuova occupazione. Centrale per la nostra provincia è la questione del lavoro, o meglio della sua assenza, che dovrebbe vederci quindi tutti impegnati a promuovere occasioni di crescita produttiva ed economica, perché un territorio senza lavoro è un territorio che non assicura un futuro ai propri giovani e che li costringe al pendolarismo nella migliore delle ipotesi, fino ad arrivare a lasciare la nostra terra in cerca di una prospettiva occupazionale. Il riassetto territoriale a nostro avviso si pone quindi come unica via per assicurare un futuro alla nostra provincia e alle genti che la abitano, col riassetto avremmo: più servizi, più lavoro, più giovani che scelgono di restare invertendo il trend demografico che ci vede tra la popolazione più anziana in regione».
Il riassetto, continua nel ragionamento Felletti - porterebbe con sé anche un ulteriore valore positivo, ovvero un considerevole risparmio dei costi della politica sostenuti oggi dalla collettività locale.
«Tutto ciò - conclude - ci porta a dire come Articolo Uno, che non solo la proposta avanzata dalle organizzazioni sindacali - vada colta, ma che ciò vada fatto con grande urgenza, e finalmente avremo un territorio più competitivo nel contesto regionale, più in salute e anche maggiormente omogeneo in quanto i “pesi” diverrebbero molto diversi dagli attuali, facendo archiviare definitivamente anche vecchie contrapposizioni tra chi sta dentro e chi sta fuori le mura».
Annalisa Felletti, in rappresentanza del Coordinamento Provinciale di Articolo Uno-Mdp, interviene sulla proposta dei sindacati ferraresi di aggregare più comuni territoriali.
«Se è evidente come “l’unione faccia la forza”, motto che riteniamo ben sintetizzi lo spirito della Legge Regionale n° 21 del 2012 che incentiva la creazione di macro-aggregazioni di municipalità, meno evidente è perché non ci sia stata dal 2013 a oggi una maggior presa in carico, sul piano politico quindi poi istituzionale da parte di chi ha governato fino a oggi i comuni della nostra provincia, per arrivare a un assetto territoriale per macro-aree.»
Innumerevoli sarebbero i vantaggi, secondo il pensiero di Annalisa Felletti, che porterebbe con sé uno scenario simile a quello tracciato da Cgil-Cisl e Uil: significherebbe avere ingenti risorse dallo Stato che si tradurrebbero in più servizi e migliori per tutti i cittadini della nostra provincia. In tal modo si incrementerebbe anche il rapporto di prossimità delle Istituzioni col cittadino, che in un quadro generale di crescente difficoltà, vede da un lato l’aumentare dei propri bisogni, e dall’altra parte l’incapacità di farvi fronte.
«L’istituzione di quattro macro-aree (Alto Ferrarese, Ferrara, Copparese e Delta) - continua l’esponente di Articolo Uno-Mdp - porterebbe con sé un’enormità di risorse da tradurre non solo in più servizi, ma anche in maggiori opportunità di ospitare sul territorio nuovi insediamenti produttivi infrastrutturando aree che potrebbero diventare competitive e attrarre nuovi investimenti, generando quindi nuova occupazione. Centrale per la nostra provincia è la questione del lavoro, o meglio della sua assenza, che dovrebbe vederci quindi tutti impegnati a promuovere occasioni di crescita produttiva ed economica, perché un territorio senza lavoro è un territorio che non assicura un futuro ai propri giovani e che li costringe al pendolarismo nella migliore delle ipotesi, fino ad arrivare a lasciare la nostra terra in cerca di una prospettiva occupazionale. Il riassetto territoriale a nostro avviso si pone quindi come unica via per assicurare un futuro alla nostra provincia e alle genti che la abitano, col riassetto avremmo: più servizi, più lavoro, più giovani che scelgono di restare invertendo il trend demografico che ci vede tra la popolazione più anziana in regione».
Il riassetto, continua nel ragionamento Felletti - porterebbe con sé anche un ulteriore valore positivo, ovvero un considerevole risparmio dei costi della politica sostenuti oggi dalla collettività locale.
«Tutto ciò - conclude - ci porta a dire come Articolo Uno, che non solo la proposta avanzata dalle organizzazioni sindacali - vada colta, ma che ciò vada fatto con grande urgenza, e finalmente avremo un territorio più competitivo nel contesto regionale, più in salute e anche maggiormente omogeneo in quanto i “pesi” diverrebbero molto diversi dagli attuali, facendo archiviare definitivamente anche vecchie contrapposizioni tra chi sta dentro e chi sta fuori le mura».
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