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Delitto a Valencia: il casco venne comprato in Spagna

Delitto a Valencia: il casco venne comprato in Spagna

L’arrestato l’aveva con sé la notte dell’agguato ed è stato trovato nella sua auto. Voleva usarlo per nascondersi, può diventare una prova della premeditazione

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FERRARA. Nei suoi piani doveva essere probabilmente il suo alibi, ma si sta trasformando sempre di più in una prova a sostegno della premeditazione. Il casco integrale scuro che Eder Guidarelli aveva con sé la notte dell’omicidio a Valencia, il giovane lo aveva comprato in Spagna poco prima di raggiungere la casa dell’ex amico di infanzia Marcello Cenci, attenderlo nell’androne di casa e aggredirlo mortalmente.

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Il casco, che gli inquirenti hanno trovato nell’auto di Guidarelli insieme al cellulare di Cenci, nell’intenzione dell’arrestato aveva con tutta probabilità un duplice scopo: non farsi riconoscere dalla sua vittima e indirizzare i successivi sospetti su un inesistente motociclista, quando lui al contrario si trovava lì in auto. Adesso quel fragile castello di espedienti gli è crollato addosso, e proprio l’acquisto di quel casco in Spagna, poco prima del delitto, si aggiunge ai tanti altri gravi elementi a suo carico, come il cellulare della vittima ritrovato nella sua auto e che Guidarelli aveva preso, si ritiene, alla ricerca di conferme a quella che nell’ultimo anno era diventata la sua ossessione: la gelosia nei confronti della sua ormai ex fidanzata, il timore di essere stato tradito proprio con Marcello, il suo amico di sempre.

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Tre aggressioni, sempre più violente, hanno preceduto il più tragico degli epiloghi: la prima nell’estate del 2016 a Pontelagoscuro, la seconda nel novembre successivo a Valencia (dove Cenci lavorava come barista), la terza il giorno di Santo Stefano, ancora a Ponte, costata alla vittima 55 punti di sutura. Episodi sfociati in un procedimento penale per stalking, e che proprio in questo periodo stava approdando a un patteggiamento. Eder aveva anche cominciato a curarsi per quei suoi eccessi di rabbia esplosiva, ma già da alcuni mesi aveva interrotto la terapia, fino alla tragedia finale. Alla sua famiglia aveva detto che sarebbe andato a Modena, a trovare la sua nuova fidanzata. Una bugia per coprire il suo viaggio a Valencia, dove nella notte tra il 1º e il 2 luglio Cenci è stato ucciso. Ora la difesa di Guidarelli valuta una perizia psichiatrica.
 

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