Vecchia Carife, in trenta hanno firmato: vogliamo i nostri soldi
Alla Rivana l’assemblea di Federconsumatori con i risparmiatori azzerati. Numerose le costituzioni di parte civile per continuare a sperare nei risarcimenti
FERRARA. Costituirsi parte civile sarà l’unica possibilità per poter sperare, al momento, di essere risarciti dei propri denari. È questo il verdetto col quale si è di fatto conclusa l’assemblea di Federconsumatori. Un verdetto, un indirizzo, un consiglio (lo si può chiamare in diversi modi) che, sempre secondo l’associazione che tutela i diritti dei risparmiatori, è l’unica strada percorribile.
Scelta che, alla fine della giornata, è stata sposata da circa 30 persone. C’è chi ha perso i risparmi di una vita, chi meno. Ma la vicenda Carife non ha soltanto messo in ginocchio una intera economia che si reggeva sul gioiellino creditizio ferrarese, ma soprattutto ha ingoiato le speranze e le aspettative di migliaia di risparmiatori ingannati. Quanti? Tanti. Più di 32 mila famiglie, che vuole dire ben più di 32 mila persone. Un dramma. Autentico. Ieri alla Rivana, nell’ampia sala riservata agli eventi, si è svolta l’ennesima assemblea, questa volta condotta da Federconsumatori, degli azzerati di Carife, azionisti ed obbligazionisti che, a vario titolo, hanno visto andare in cenere i propri risparmi a seguito del dissesto finanziario della banca.
E a discuterne assieme al presidente di Federconsumatori, Roberto Zapparoli, al legale dell’associazione l’avvocato Ermanno Rossi, e ad altri addetti ai lavori, c’erano ieri mattina alla Rivana anche Sergio Finessi (associazione risparmiatori azzerati di Carife) nonché “combattenti” di lungo corso come Alberto Dolcetti, tra i primi a farsi carico del mare magnum di problemi nati con la morte, di fatto, della banca. Ora che Bper ha acquisito (per 1 euro!!) l’ex forziere estense, è tempo di mettere a summa le idee, possibilmente prima di settembre. Il 20 settembre (ma la data deve ancora essere ufficializzata) potrebbe essere quella della prima udienza del processo, con l’inizio della fase dibattimentale, procedimento che riguarda l’ormai famigerato aumento di capitale datato 2011. Da quel momento in avanti (c’è chi, tra i legali, profetizza una sessantina di udienze) il procedimento nei confronti dei vertici di Carife andrà avanti e soltanto alla fine di questo procedimento sarà possibile assistere ai primi, eventuali, risarcimenti. Situazioni personali e familiari le più diverse.
C’è ad esempio Monica Benini che accompagna la madre, cercando di intervenire in ogni momento in cui possa essere necessario: «È molto importante - dice Monica - che i figli, come può essere il mio caso, si facciano carico dei problemi e delle esigenze dei genitori. Questa battaglia va condotta assieme e soprattutto per una questione di principio. Ma non solo: è giusto che chi sarà ritenuto dalla giustizia responsabile di questi dissesti finanziari, paghi per quello che ha fatto».
Quello creato dalla crisi Carife è un «disastro non soltanto per chi aveva investito in Carife, ma per un intero tessuto sociale ed economico che è stato stravolto. È una vera tragedia nella tragedia, speriamo - dice un altro ex risparmiatore Carife - che la giustizia faccia realmente il suo corso». Molto chiaro è stato poi il presidente di Federconsumatori, Roberto Zapparoli, il quale ha fatto della concretezza il suo credo: «Già oggi (ieri per chi legge, ndr) ha ricordato il leader dell’associazione - chi vuole può firmare la delega davanti all’avvocato Rossi per costituirsi parte civile. Al momento questa strada è l’unica davvero percorribile per sperare in un risarcimento. Chi vi racconta altre cose, vi sta raccontando “storie” - ha detto senza giri di parole Zapparoli - . La nostra associazione ha vinto tante battaglie e faremo tutto il possibile per vincere anche questa».
Il presidente di Federconsumatori ha anche ricordato un passaggio molto importante: «In Germania - ha detto Zapparoli - , ad esempio, le banche sono state salvate grazie alla immissione di denaro pubblico. Da noi è andata diversamente - ha ricordato ironicamente Zapparoli - e non intendo farne una questione di colore politico». Dunque, alla fine dell’assemblea di ieri mattina, alla Rivana Garden di via Pesci ci si è messi in coda per costituirsi parte civile in questo iter dei risarcimenti. Che si preannuncia tutt’altro che breve.
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