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I videogiochi al servizio dell’udito 

I videogiochi al servizio dell’udito 

Ro, con fondi europei è nato il progetto Horizon dell’ex assessore Brancaleoni

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RO. Le tecnologie dei videogames applicate per favorire le persone con disabilità acustiche. Tecologie alle quali l’Unione Europea nell’ambito delle proprie linee politiche socio-sanitarie, da diversi mesi sta erogando fondi, in modo focalizzato, verso progetti interessanti ed innovativi che abbiano questo obiettivo.

Sta crescendo, infatti, il numero di persone con difficoltà e disabilità anche uditive, le quali hanno bisogno di essere aiutate. Con un progetto europeo in questo senso che vede l’attiva presenza di un giovane talento 30enne di casa nostra: Silvia Brandalesi, che dalla politica locale a Ro ha fatto il salto verso un impegno professionale in ambito europeo. Il progetto in questione si chiama Horizon 2020 s3 D Tune-in, messo a punto da un’azienda piccola di dimensioni ma molto all’avanguardia che si chiama Xteam Software Solutions di Rovigo, guidata da Stefano Tamascelli e che lavora - oltre che con altri tecnici -, con la compagna ferrarese.

Per alcuni anni vicesindaco di Ro (è rimasta nella veste di consigliere comunale), è la stessa Brandalesi a spiegarci «l’apporto educativo per lo sviluppo di questa app: questo progetto è il primo fra i tre che hanno vinto e questo ci soddisfa in modo particolare».

L’azienda polesana di cui fa parte la Brandalesi (che ha svolto anche un apposito corso on line col prestigioso Mit di Boston, Usa) con il compagno è sempre presente nelle più importanti fiere e meeting europei del settore (lo scorso anno fu anche in un evento a Ferrara). Se a maggio sono stati al Nordic Gae a Malmoe in Svezia ed al workshop dell’Università di Valencia in Spagna, in agosto saranno alla fiera di videogiochi di Colonia (in Germania, una tra le più importanti nel mondo.

Il progetto è stato realizzato attraverso appositi algoritmi di intelligenza artificiale applicati alla medicina, per essere d’aiuto alle persone meno fortunate, L’azienda Xteam si occupa di sviluppare un innovativo sistema per migliorare le condizioni di vita di coloro che sono affette da perdita più o meno gravi di udito, in particolare così con impianti acustici. Per questi sistemi, l’azienda Xteam opera in collaborazione col consorzio al quale appartiene con altre realtà e che vede la presenza, aggiunge la Brandalesi, «di diversi enti, università ed aziende europee. Come l’Imperial college di Londra, l’Università di Malaga (Spagna) la Nottingham University, la Demontfort University di Leicester, oltre ad aziende come Gn Resound (tra i maggiori produttori mondiali di apparecchi acustici, ndr), Vianet, Studio Nerlaska e Reactify».

Progetti per autoregolare meglio e calibrare gli apparecchi acustici, sopratutto per bambini e anziani, applicando inoltre tecniche ludiche, appunto videogames e applicazioni dedicate. Infine, col sistema Virtual hearing loss simulator ha pure una componente etica, infatti può essere utilizzato anche da persone senza difficoltà uditive simulando la perdita dell’udito, per favorire interazione e socializzazione tra persone di ogni età. (f.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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