La Nuova Ferrara

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il vangelo 

«Imparate da Gesù la virtù dimenticata dell’umiltà» 

di DON ANDREA PESCI

«Esulta grandemente Figlia di Sion, giubila Figlia di Gerusalemme». Con queste parole del profeta Zaccaria si apre la liturgia della Parola di questa calda XIV domenica del Tempo Ordinari. Qual è il...

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«Esulta grandemente Figlia di Sion, giubila Figlia di Gerusalemme». Con queste parole del profeta Zaccaria si apre la liturgia della Parola di questa calda XIV domenica del Tempo Ordinari. Qual è il motivo di tanta gioia? «Ecco a te viene il tuo re. Egli è giusto e vittorioso». È un dominatore potente quello che aspettiamo e cosa ci chiederà? Vorrà forse imporci nuove leggi, nuove tasse, nuove ideologie? Vorrà determinare la nostra libertà, i nostri diritti? Dobbiamo davvero essere contenti o è preferibile rifugiarsi nelle nostre piccole certezze? Forse è meglio non osare e muoverci nei limiti della nostra umanità. Eppure San Paolo nella Lettera ai Romani ci ricorda che «non siamo più sotto il dominio della carne, ma dello Spirito, dal momento che lo Spirito abita in noi».

Le parole di Gesù dal Vangelo di Matteo ci aiutano a trovare una possibile e logica soluzione a questi interrogativi, per dare una svolta alla nostra vita, sempre che lo desideriamo intimamente. Le parole del Maestro sono piene di esultanza, un’esplosione di gioia per il Padre, che deve essere benedetto, perché ha rivelato la sapienza vera e profonda la cui origine è in una relazione di fede e amore. Dio si fida dell’uomo tanto da donargli tutto, perfino se stesso. Dio ama l’uomo ed è pronto a morire perlui, per sconfiggere il male e la corruzione del peccato, che l’uomo stesso, ammaliato, l’ha accolto trionfante pensando di bastare a se stesso e di poter rinunciare al proprio Creatore.

Gesù ci insegna che prima di tutto la fiducia nel Padre non si fonda solo su un sapere razionale ma soprattutto su una relazione vitale, nella quale Egli vuole introdurci: «Venite a me voi tutti e io vi ristorerò». Ci grida oggi Gesù; venite perché voglio donarvi il perdono e la salvezza; venite perché voglio camminare con voi, per sostenervi, incitarvi a compiere il bene.

«Imparate da me che sono mite e umile di cuore»; imparare da Gesù non significa osservare un insieme di precetti ma conoscere la mitezza e l’umiltà, due virtù passate di moda oggi nel mondo arrogante e superbo. Esse sono la chiave d’accesso al mondo infinito di Dio. Ecco chi è Dio! Ecco il motivo di tanta gioia e giubilo. Il Suo giogo è dolce perché nella prova rimane al nostro fianco.

Allora «l’arco di guerra sarà spezzato perché il Re annunzierà la pace alle genti e il suo dominio sarà da mare a mare e dal fiume ai confini della terra».

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