Il flagello nutrie Agricoltori infuriati
Pilastrello, tanti i danni causati dagli animali ai raccolti Minelli: «Organizziamoci per chiedere i risarcimenti»
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PILASTRELLO. Una cordata di agricoltori per ottenere il risarcimento dei danni ai raccolti causati dalle nutrie. E' l'appello-proposta lanciata da Paolo Minelli, agricoltore centese e titolare dell'azienda agricola Minelli, impresa storica attiva dal 1880, frutto del lavoro di quattro generazioni. E' proprio lui che mostra, profondamente amareggiato, la distesa di piante di mais falciate dalle nutrie. Dopo essersi rivolto a Confagricoltura, senza alcuna risposta, si dice molto deluso: «Lavori il terreno, concimi, semini, fai i trattamenti per limitare le tossine. Ti assicuri contro gli eventi naturali che possono danneggiare il raccolto. Poi cosa succede? La mia azienda si trasforma in un allevamento di nutrie, che affamate, si stanno nutrendo nei miei campi. Chi mi paga i danni? Perché l'associazione di categoria degli agricoltori non dice nulla? Ho contattato la polizia provinciale, hanno preso la segnalazione ma nessuno mi ha chiamato. Dopo aver trebbiato il frumento, ora le colonie di nutrie hanno preso di mira le piante di mais. Le tagliano con i denti, le sradicano e le trascinano per arrivare a mangiare le pannocchie. Intanto il tempo passa, le nutrie si moltiplicano e continuano a mangiare. Ad andare al momento della trebbiatura, il 20 agosto, non rimane nulla.» Un problema che l'agricoltore riscontra in tutti i terreni agricoli in affitto o di proprietà, nelle vicinanze dei corsi d'acqua e dei maceri, all'incrocio dei canali consorziali Scolo Salione e Condotto Generale, tra Alberone, Pilastrello e Buonacompra. E' lui, che lavora anche per un broker assicurativo nel settore agricolo e che ha occasione di visitare molte aziende agricole in tutto il territorio, che spiega: «Quello delle nutrie, è un problema condiviso, che riguarda e va a colpire tantissimi agricoltori. Un problema che si va accentuando in maniera esponenziale qui, come in tutto il Ferrarese. Per questo ci rivolgiamo al Consorzio di Bonifica, ente titolato alla gestione e manutenzione dei canali di bonifica. E' proprio qui che, come nei maceri della Partecipanza Agraria, questi animali vivono e si riproducono, causando parecchi danni. Ma nessuno interviene e gli enti coinvolti, Provincia, Comune, associazione di categoria, Consorzio e Partecipanza Agraria, non fanno che scaricarsi colpe e responsabilità l'uno con l'altro. Intanto i danni aumentano ogni anno, il raccolto se ne va. Senza contare il problema idrogeologico legato ai canali 'bucati'”. Da qui, rilancia Minelli, la necessità di trovare quanto prima una soluzione che “preveda non solo il controllo della popolazione delle nutrie presenti sul territorio», ma anche “un riconoscimento a titolo di rimborso del danno. Cerco un tecnico che sia disponibile a quantificare con una perizia giurata il danno. Una volta definito l'importo, intendo assieme ad una cordata di agricoltori, proseguire facendo rivalsa sul Consorzio di Bonifica perché la quota venga riconosciuta e detratta dalle cartelle da versare. Del resto io e mio padre, paghiamo 6mila euro l'anno a titolo di ristoro e mantenimento dei canale e delle opere di bonifica”. Da qui l'appello a tutti coloro che intendano sostenere la causa: «Solo insieme, saremo più incisivi nel portare avanti questa battaglia.»(be.ba.)
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