L’ultimo allarme per tre panini
A Bando nei giorni scorsi. Mentre si allenta la morsa di servizi e posti di blocco
ARGENTA. La morsa s’allenta, si vede, si percepisce, in tutto l’Argentano: laddove nei mesi scorsi c’erano plotoni di carabinieri e controlli, oggi poche auto, pochi uomini. S’allenta, ma resta, la morsa che i carabinieri stanno tenendo stretta dai primi di aprile. La caccia a Igor/Norbert ha fatto cambiare nuovamente le strategie del controllo del territorio e di pronto intervento. Non più postazioni fisse nei nodi stradali cruciali con pattuglie che solcano le strade interne di quella che andava sotto il nome della “zona rossa”, ma diminuzione delle postazioni fisse e aumento di quelle mobili.
Accertato che ormai, i corpi speciali dell’Arma, professionisti addestrati per territori impervi come la Calabria, la Sardegna - zone ben diverse da quelle argentane o molinellesi caratterizzate da canali, fiumi, boschi di non facile perlustrazione -, ebbene, questi gruppi che nei primi giorni di ricerche a Igor, hanno portato certezze sulle modalità di come l’avrebbero scovato dagli anfratti, hanno fatto quasi tutti ritorno ai propri comandi d’appartenenza: resta ad Argenta un piccolo contingente, “in caso di”. Come è possibile verificare - uomini e relativi mezzi a disposizione, i fuoristrada- il mattino nel parcheggio dell’hotel “Villa Reale” di Argenta.
Per una verifica di questa nuova strategia, ieri mattina (9 luglia) dalle 7,30 alle 10, abbiamo percorso in bici, buona parte della “cinturazione” della zona rossa argentana. L’area interessata è ancora la stessa: Argenta-Bando-Portoverrara-Consandolo-Ospital Moncale-Argenta. A Bando, la pattuglia con due carabinieri, era ferma al crocevia principale mentre lungo la via Rangona, fino a Portoverrara; una seconda auto è sopraggiunta verso Bando per poi tornare indietro ad alta velocità. E proprio a Bando, nei giorni scorsi, è scattato l’ultimo allarme: erano stati chiamati i carabinieri perchè qualcuno aveva abbandonato una busta con tre panini farciti e il sospetto che potesse essere uno spuntino per qualcuno (Igor?) ha generato controlli ma senza alcun risultato.
Poi, ancora sul viaggio di ieri, agli incroci di via Fornatosa/Via Portoni e via Linaroli/via Gresolo, non c’erano pattuglie fisse mentre l’abbiamo trovata a Consandolo all’incrocio con via Chiesa verso Ospital Moncale. Altra pattuglia mobile, ha percorso la vecchia statale 16, ispezionando Consandolo, Boccaleone fino ad Argenta. Sul ponte del fiume Reno, non c’è più la pattuglia fissa ma in compenso una mobile che ha fatto inversione di marcia all’incrocio tra la statale 16 e la stessa via Cardinala dirigendosi verso il bolognese. Questo ieri mattina. E tutti i giorni, spiegano addetti ai lavori, sarà così ancora, almeno fino a settembre.
Giorgio Carnaroli
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