la campagna dell’auser
Il progetto: ascensori nelle case di anziani
«Come Auser, associazione di volontariato con l’obiettivo di migliorare qualità della vita agli anziani, siamo convinti che solidarietà, relazioni umane siano sempre fuori casa e per una persona sola...
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«Come Auser, associazione di volontariato con l’obiettivo di migliorare qualità della vita agli anziani, siamo convinti che solidarietà, relazioni umane siano sempre fuori casa e per una persona sola che non ha rete familiare o per cause fisiche non esce, la situazione rappresenti un grande handicap per vivere il quotidiano specie se l’abitazione non è dotata di ascensore».
Parte dalle parole del presidente Auser Sandro Guizzardi il progetto “L’ascensore è libertà“, per avviare una campagna e trasformare un problema di disabilità (temporanea o cronica) in questione di civiltà e coscienza collettiva e che spinga tutti ad affrontare la questione «dotazione di ascensori». «Oltre agli aspetti di natura culturale, economica, alle normative da adeguare, all’impatto occupazionale che ne deriverebbe – spiega Guizzardi - c’è quello importante della valorizzazione dell’immobile e per questo pur incrementando la nostra attività di accompagnamento delle persone disabili, dopo aver raccolto i dati relativi agli edifici di tre o più piani (risulta già che il 65% pari a circa 75 mila case, non ha ascensore diventato obbligatorio solo dal 1989) ci rivolgeremo al sindaco Tagliani come presidente della Provincia e a tutti i sindaci, partiti, sindacati e associazioni inquilini, quelle dei costruttori ed amministratori per fare tutto il possibile per affrontare il problema ascensori, offrendo anche proposte per coinvolgere le banche ad anticipare le cifre necessarie». Un esempio di queste difficoltà? E’ visibile da quattro giorni, al Centro Medico di Viale Krasnodar dove per accedere agli ambulatori ci sono due rampe di scale per chi non ha problemi ed un ascensore per gli altri. Ma un cartello annuncia che non funziona costringendo le persone disabili a ricorrere all’aiuto di molti volontari per andare dal medico. «Le lamentele sono tante – dichiara un paziente seccato - ma non si vede soluzione; la responsabilità non è del Centro Medico bensì dipende dalla farmacia comunale e da chi la dirige; speriamo che qualcuno si dia una mossa».
Margherita Goberti
Parte dalle parole del presidente Auser Sandro Guizzardi il progetto “L’ascensore è libertà“, per avviare una campagna e trasformare un problema di disabilità (temporanea o cronica) in questione di civiltà e coscienza collettiva e che spinga tutti ad affrontare la questione «dotazione di ascensori». «Oltre agli aspetti di natura culturale, economica, alle normative da adeguare, all’impatto occupazionale che ne deriverebbe – spiega Guizzardi - c’è quello importante della valorizzazione dell’immobile e per questo pur incrementando la nostra attività di accompagnamento delle persone disabili, dopo aver raccolto i dati relativi agli edifici di tre o più piani (risulta già che il 65% pari a circa 75 mila case, non ha ascensore diventato obbligatorio solo dal 1989) ci rivolgeremo al sindaco Tagliani come presidente della Provincia e a tutti i sindaci, partiti, sindacati e associazioni inquilini, quelle dei costruttori ed amministratori per fare tutto il possibile per affrontare il problema ascensori, offrendo anche proposte per coinvolgere le banche ad anticipare le cifre necessarie». Un esempio di queste difficoltà? E’ visibile da quattro giorni, al Centro Medico di Viale Krasnodar dove per accedere agli ambulatori ci sono due rampe di scale per chi non ha problemi ed un ascensore per gli altri. Ma un cartello annuncia che non funziona costringendo le persone disabili a ricorrere all’aiuto di molti volontari per andare dal medico. «Le lamentele sono tante – dichiara un paziente seccato - ma non si vede soluzione; la responsabilità non è del Centro Medico bensì dipende dalla farmacia comunale e da chi la dirige; speriamo che qualcuno si dia una mossa».
Margherita Goberti
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