Più fondi per anziani e disabili
Distretto Centro Nord, compresa la quota per l’integrazione si arriva a 23 milioni
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Ventitré milioni di euro, in leggero incremento rispetto al 2016, a disposizione per interventi rivolti soprattutto ad anziani non autosufficienti. La demografia ci pone di fronte a una realtà difficilmente controvertibile, quando a Ferrara il 26% dei cittadini ha più di 65 anni e nel Copparese il tasso di anzianità è ancora più marcato. Ne è testimonianza il piano attuativo 2017 del distretto Centro Nord, quello che associa i comuni di Ferrara, Masi Torello, Voghiera e l'Unione Terre e Fiumi.
«Confermiamo servizi importanti e trasversali, un fatto non scontato di cui siamo orgogliosi. Il tutto attraverso un percorso condiviso e in tempi brevi», dice l'assessore Chiara Sapigni. Il piano è infatti il frutto dell'azione congiunta con l'Asl e le due Asp del territorio, oltre che con i sindacati e le associazioni del terzo settore. Come detto, 21 dei 23 milioni riguardano il Fondo della non autosufficienza e precisamente il finanziamento di oltre un migliaio di posti nelle residenze e nei centri diurni per anziani e disabili, a cui vanno aggiunti circa 200 beneficiari di assegni di cura: qui c'è la novità di un aumento di 160 euro in caso di regolare contrattualizzazione della badante. Il resto, poco più di un milione e mezzo, va a progetti rivolti a soggetti a rischio di emarginazione sociale e all'integrazione scolastica e di promozione giovanile (minori disabili e stranieri neo arrivati, tra gli altri). «Questa programmazione - spiega la direttrice del distretto Chiara Benvenuti - è il risultato di una forte sinergia tra diversi soggetti con finalità comuni, come si può già vedere nelle Case della Salute».
Il piano anticipa quello regionale sui temi della salute e del benessere sociale, che avrà validità dal 2018 al 2020.
Erano presenti in conferenza stampa anche il sindaco di Ro e assessore dell'Unione Terre e Fiumi Antonio Giannini, Franco Romagnoni (dirigente attività socio assistenziali Asl), Anna Cavallini (Dipartimento Neuropsichiatria Infantile), Federica Rolli (Asp Ferrara), Norma Bellini (Asp Unione Terre e Fiumi), Mauro Vecchi e Patrizio Fergnani del Comune di Ferrara.
Fabio Terminali
«Confermiamo servizi importanti e trasversali, un fatto non scontato di cui siamo orgogliosi. Il tutto attraverso un percorso condiviso e in tempi brevi», dice l'assessore Chiara Sapigni. Il piano è infatti il frutto dell'azione congiunta con l'Asl e le due Asp del territorio, oltre che con i sindacati e le associazioni del terzo settore. Come detto, 21 dei 23 milioni riguardano il Fondo della non autosufficienza e precisamente il finanziamento di oltre un migliaio di posti nelle residenze e nei centri diurni per anziani e disabili, a cui vanno aggiunti circa 200 beneficiari di assegni di cura: qui c'è la novità di un aumento di 160 euro in caso di regolare contrattualizzazione della badante. Il resto, poco più di un milione e mezzo, va a progetti rivolti a soggetti a rischio di emarginazione sociale e all'integrazione scolastica e di promozione giovanile (minori disabili e stranieri neo arrivati, tra gli altri). «Questa programmazione - spiega la direttrice del distretto Chiara Benvenuti - è il risultato di una forte sinergia tra diversi soggetti con finalità comuni, come si può già vedere nelle Case della Salute».
Il piano anticipa quello regionale sui temi della salute e del benessere sociale, che avrà validità dal 2018 al 2020.
Erano presenti in conferenza stampa anche il sindaco di Ro e assessore dell'Unione Terre e Fiumi Antonio Giannini, Franco Romagnoni (dirigente attività socio assistenziali Asl), Anna Cavallini (Dipartimento Neuropsichiatria Infantile), Federica Rolli (Asp Ferrara), Norma Bellini (Asp Unione Terre e Fiumi), Mauro Vecchi e Patrizio Fergnani del Comune di Ferrara.
Fabio Terminali
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