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la riesumazione della salma

Caso Bergamini, tante incongruenze, sempre più difficile credere al suicidio

di Samuele Govoni
Caso Bergamini, tante incongruenze, sempre più difficile credere al suicidio

L’avvocato della famiglia ha fatto il punto della situazione: «Risultati opposti a quelli di allora». Rilievi anche sull’automobile

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FERRARA. Donata Bergamini ha assistito a tutte le operazioni, dall’estrazione della bara al cimitero di Boccaleone avvenuta lunedì (10 luglio) ai primi esami ed all’autopsia effettuata la notte scorsa sul corpo del fratello riesumato dopo 27 anni. «È stata coraggiosa e impassibile - racconta Fabio Anselmo, legale della famiglia Bergamini -. Non ha mai abbandonato il fratello, è stata sempre vigile e presente al suo fianco, anche nei momenti più delicati e “forti” lei è rimasta».

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L’avvocato ieri pomeriggio dal suo studio ha fatto il primo punto sulla situazione, un punto arrivato dopo la richiesta di riesumazione del corpo di Denis Bergamini, il centrocampista argentano trovato morto nel novembre del 1989 a Cosenza lungo la Statale 106 Jonica. All’epoca si parlò di suicidio ma i familiari e le persone vicine a Bergamini non credettero a quel verdetto e da quasi trent’anni lottano per fare luce sul caso e a quanto sembra, Bergamini non si sarebbe gettato volontariamente sotto a un camion per togliersi la vita come invece aveva sempre raccontato l’ex fidanzata, Isabella Internò, che si trovava con lui quella sera. La salma, dopo essere stata prelevata dal cimitero di Boccaleone è stata portata a Cona dove, attraverso strumenti di ultima generazione, si stanno eseguendo tutti gli esami necessari a stabilire come morì Bergamini quella notte. Le condizioni del corpo sono integre, compatibilmente con gli anni trascorsi.

«Denis Bergamini - ha detto Anselmo - ci può e ci vuole dire qualcosa». Nel corso della notte scorsa i Ris e i consulenti che si occupavano del Dna si sono separati dal gruppo che stava eseguendo l’autopsia per effettuare nuovi rilievi sulla Maserati di Bergamini, conservata ad Argenta. Dai primi dati emersi in queste ore ci sarebbero incongruenze con quanto era emersa dalla prima autopsia. Innanzitutto, la parte del corpo maggiormente interessata dal trauma sarebbe quella sinistra e non quella destra come invece si era sempre pensato. Sulla sinistra del corpo ci sarebbe pure un taglio longitudinale sospetto della testa del femore che a detta dei consulenti e dei periti apparirebbe anomalo e innaturale. Dalle lesioni riscontrate il corpo del calciatore sarebbe stato schiacciato dal ventre verso la schiena e non viceversa.

«Lo squarcio si apre sulla pancia - afferma Anselmo, avvocato della famiglia- e quindi è evidente dai risultati che Denis fosse coricato supino e non prono, esattamente il contrario di quello che mostrano le fotografie dell’epoca». Tante le domande a cui rispondere e i medici legali hanno quattro mesi per fornire le loro risposte al tribunale e alla procura che ha indagato per omicidio volontario l’ex fidanzata e il camionista.

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