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Da Mirabello a Hollywood al volante delle supercar

di Samuele Govoni
Da Mirabello a Hollywood al volante delle supercar

La Simoni Racing rinnova il sodalizio con l’acclamata saga di Fast and Furious Il titolare dell’azienda: «Il terremoto ha colpito duro ma ci siamo rialzati»

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MIRABELLO. Da Mirabello a Hollywood a bordo delle supercar. La collaborazione tra la Simoni Racing, azienda locale, e la super produzione hollywoodiana di Fast & Furious continua. Il sodalizio nato nel 2003 per il secondo capitolo della saga, si è interrotto per i capitoli 3, 4 e 5 ma dal sesto, la collaborazione è ricominciata e prosegue ancora oggi. «Inizialmente - racconta Alan Simoni, titolare dell’azienda - il preparatore delle auto per il film scelse un mio volante particolare, piccolo, quadrato e in alluminio poi vennero scelti anche il pomello del cambio e il freno a mano. A quel tempo avevo un importatore che lavorava negli Stati Uniti e la sua figura fece da connessione tra noi e Fast and Furious poi la produzione si trasferì in Giappone e perdemmo i contatti». Dal sesto capitolo però lo scenario è nuovamente cambiato e attraverso la Universal Italia la Simoni Racing è tornata in contatto con il preparatore, mettendo a disposizione la propria gamma di prodotti.

«In Fast and Furious sei sono presenti i nostri sedili sulla Ford Escort blu di Paul Walker. Nel sette i miei sedili sono stati montati nella macchina guidata da Vin Diesel e nell’otto (l’ultimo per ora in ordine cronologico, ndr) sono stati montati volante, cinture e sedili nella Subaru BRZ guidata da Scott Eastwood. Sicuramente - afferma - è una grande soddisfazione e siamo felici di poter collaborare con una realtà così importante». La Simoni Racing fu fondata proprio trent’anni fa (era il 1987) da Simoni “senior”, il padre di Alan e proprio quest’ultimo ricorda: «Sono cresciuto tra queste mura, ho sempre vissuto tra auto e moto, ho anche fatto il pilota per 12 anni. Posso dire che le auto sono la mia vita».

Da “azienda artigianale” la Simoni Racing si è ingrandita nel corso degli anni e oggi nel “quartier generale” di Mirabello i prodotti vengono pensati e progettati poi vengono realizzati da altri. «Da qui effettuiamo anche la distribuzione dei prodotti. Abbiamo dodici rappresentanti in Italia e distributori un po’ in tutto il mondo. La crisi ha colpito e il fatto di produrre all’estero, sul mercato asiatico, è stato fondamentale. Un altro punto di forza è che i nostri prodotti sono fondamentalmente universali. I dispositivi - precisa Simoni - possono essere montati su tutte le auto». Oltre alla crisi economica l’azienda di Mirabello ha dovuto fare i conti con il terremoto del 2012. «Siamo stati colpiti pesantemente. La nostra azienda è divisa in due capannoni da 600 e 1200 metri quadrati di stoccaggio; il soffitto del più piccolo ha ceduto. Siamo rimasti chiusi per quattro giorni e abbiamo avuto non poche difficoltà ma nel giro di due anni abbiamo ricostruito il capannone e messo in sicurezza tutto il resto secondo le norme vigenti. I danni in termini economici? Circa 200mila euro. Il mio obiettivo - conclude Simoni - è allargare il nostro brand, sempre di più e il sogno è avere un giorno un distributore in ogni nazione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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