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i documentI DEL 2010 E 2011  

Bankitalia scriveva: dovete rivolgervi ad altre banche

Gli inquirenti lo hanno sempre sottolineato: l’aumento di capitale era operazione che si doveva fare, voluta da Bankitalia per far uscire Carife dalla “crisi”. Le criticità che Procura e Finanza...

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Gli inquirenti lo hanno sempre sottolineato: l’aumento di capitale era operazione che si doveva fare, voluta da Bankitalia per far uscire Carife dalla “crisi”.

Le criticità che Procura e Finanza hanno evidenziato erano sulle modalità - ritenute illegali, fuorvianti - con cui l’operazione era stata portata a termine dalla ex dirigenza di Carife nel 2011: con indicazioni non veritiere, falsi e inganni a Consob, Bankitalia e sorpattutto ai risparmiatori ferraresi (queste le accuse, che andranno dimostrate).

Gli ex dirigenti sotto accusa hanno sempre indicato, a loro difesa, che non poteva ritenersi illegale una operazione voluta e indicata dalla stessa Banca d’Italia.

La risposta è negli atti, in un documento «fondamentale» (indicato in neretto dagli inquirenti) ed è la lettera del 20 ottobre 2010 che Bankitalia inoltra ai vertici di Carife, invitandoli ad adottare provvedimenti per superare la crisi della banca. Documento che è diventato parte della consulenza del perito della procura, Giuliano Iannotta: «La situazione tecnica del gruppo Carife - scrive Bankitalia - presenta elementi di criticità tali da rendere non più procrastinabile l’assunzione di idonee iniziative...», per far fronte alle perdite in corso e soprattutto quelle future. Bankitalia indica come un dovere per Carife, l’aumento di capitale per 150 milioni e sottolinea: «Detto aumento dovrà esser rivolto a soggetti in grado di valutare in maniera appropriata il rischio connesso con tale investimento e che si caratterizza per una adeguata capacità patrimoniale e finanziaria, tale da garantire un concreto sostegno anche prospettico (le perdite future, i crediti poi deteriorati, ndr) alle esigenze del rilancio del gruppo». Un altro documento, una lettera di Bankitalia del 29 aprile 2011, indica ancora alla dirigenza Carife di indirizzare l’operazione «esclusivamente a soggetti dotati di caratteristiche ben determinate», ossia banche o soggetti economici, non singoli risparmiatori ferraresi. Lo stesso consulente Giuliano Iannota sintetizza e scrive, citando i documenti di Carife, depositati in Bankitalia e Consob (che eludevano di fatto le indicazioni di Bankitalia stessa): «Il prospetto informativo relativo all’aumento di capitale (depositato l’1 luglio 2011), pur specificando che l’operazione deriva da una prescrizione di Bankitalia, nulla menziona circa gli altri aspetti (richiesta di aumentare l’importo - a 180 milioni di euro - e di indirizzare l’offerta a destinatari con profilo adeguato), di fatto privando il potenziale investitore di informazioni rilevanti per la corretta valutazione del rischio... Più in generale il prospetto informativo rappresenta ai potenziali sottoscrittori “una situazione di sostanziale tranquillità” che pare in contrasto con la visione di Bankitalia».

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