«Gli immigrati? Indispensabili»
Burana, l’imprenditore Berlato però difende anche i giovani di casa nostra
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BURANA. «Quello che ha detto l’imprenditore Mario Preti è un dato di fatto acquisito e assodato già da parecchi anni. Sono decenni che un ragazzo italiano(se non il figlio del coltivatore) non ci pensa nemmeno ad andare nei campi a raccogliere cocomeri da 20 kg negli orari impossibili, o prestissimo al mattino per evitare il caldo o durante la giornata con il solleone a mille. Stesso discorso per i meloni. Per questi raccolti se non ci fossero gli stranieri, non si potrebbero fare queste coltivazioni». Così Lorenzo Berlato imprenditore agricolo di Burana che conduce direttamente un’impresa agricola di 64 ettari con coltivazioni di foraggi e pomodoro ma in un recente passato ha avuto anche parecchi ettari coltivati a cocomeri e meloni. «Mia figlia laureata in scienze naturali dopo 2-3 anni nei quali è stata sfruttata (come l'altro mio figlio più giovane) con i soliti stage o zero euro o al massimo a 400 euro e spese, da tre/quattro anni lavora in un’azienda produttrice di meloni e fa turni anche notturni lavorando sempre tutte le domeniche per 9/10 mesi, con una paga iniziale di operaia comune. È vero che i giovani d'oggi hanno smarrito di molto il senso del sacrificio e così facendo spesso rinunciano a metter su famiglia e fare figli, ma tanti altri i sacrifici li hanno fatti e li fanno. Ci sono lavori che sono massacranti e non tutti sono in grado di farli a dovere ma ci sono anche altri lavori agricoli che si possono fare, semina e raccolta pomodori, raccolta frutta in genere e per queste lavorazioni la domanda e l'offerta sono in equilibrio, ovvero studenti, casalinghe/operaie stagionali agricole e altri che hanno voglia di lavorare con giudizio, svelti e puntuali, dimenticando il cellulare a casa, possono trovare adeguato aiuto economico mentre i tanti che aspettano la manna dal cielo, continueranno a frequentare i luogo di ritrovo».
Maurizio Barbieri
Maurizio Barbieri
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