CASO BERGAMINI
Per i risultati ufficiali dell’autopsia ci vorranno 4 mesi
ARGENTA. Le prime ore sono passate. Adesso il tempo ricomincia a scorrere in maniera “normale”, nell’attesa che tutti gli esami, le verifiche e le perizie si compiano sul corpo di Denis Bergamini, il...
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ARGENTA. Le prime ore sono passate. Adesso il tempo ricomincia a scorrere in maniera “normale”, nell’attesa che tutti gli esami, le verifiche e le perizie si compiano sul corpo di Denis Bergamini, il calciatore trovato morto nel novembre 1989 sulla Statale 106 Jonica in circostanze misteriose. Se fino a poco tempo fa i più parlavano di “suicidio” ora il caso sembra riaprirsi. «Troppe incongruenze», sarebbero emerse dai primi dati dell’autopsia effettuata sulla salma di Bergamini riesumata lo scorso lunedì e portata dal cimitero di Boccaleone di Argenta all’ospedale di Cona. I risultati ufficiali dell’autopsia verranno comunicati al tribunale di Castrovillari (che ha riaperto le indagini già da tempo), e poi resi noti, entro 4 mesi.
Tantissime le domande a cui rispondere; domande che, a distanza di quasi trent’anni dalla morte di Bergamini, hanno anche un peso diverso. «Donata - ha scritto nelle scorse ore sul suo profilo Facebook Fabio Anselmo, legale della famiglia Bergamini - ha voluto assistere ad ogni momento dell’autopsia di suo fratello. Nessun cedimento. Occhi vivi e concentrati su suo fratello. Attenti. Per tutto il tempo. Donata è sempre stata insieme a Denis. Un’ultima volta. E Denis le ha parlato. Ci ha parlato». A partire dalle lesioni sul corpo, la cui parte più coinvolta sarebbe la sinistra e non la destra come si è sempre pensato, fino ad arrivare alla posizione in cui venne ritrovato il cadavere, ora si dovrà fare chiarezza su quello che successe, veramente, quel giorno in provincia di Cosenza.
Tantissime le domande a cui rispondere; domande che, a distanza di quasi trent’anni dalla morte di Bergamini, hanno anche un peso diverso. «Donata - ha scritto nelle scorse ore sul suo profilo Facebook Fabio Anselmo, legale della famiglia Bergamini - ha voluto assistere ad ogni momento dell’autopsia di suo fratello. Nessun cedimento. Occhi vivi e concentrati su suo fratello. Attenti. Per tutto il tempo. Donata è sempre stata insieme a Denis. Un’ultima volta. E Denis le ha parlato. Ci ha parlato». A partire dalle lesioni sul corpo, la cui parte più coinvolta sarebbe la sinistra e non la destra come si è sempre pensato, fino ad arrivare alla posizione in cui venne ritrovato il cadavere, ora si dovrà fare chiarezza su quello che successe, veramente, quel giorno in provincia di Cosenza.
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