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Piano di limitazione fermo E le nutrie si moltiplicano

di Maurizio Barbieri
Piano di limitazione fermo E le nutrie si moltiplicano

A causa di Igor nel Mezzano caccia sospesa da 100 giorni: si attendono decisioni L’Unione Agricoltori: «Situazione intollerabile». Interrogazione di Fabbri (Lega)

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ARGENTA. Le nutrie rappresentano un autentico flagello per gli agricoltori ferraresi e costituiscono un problema nel problema, in particolare per gli agricoli del cosiddetto triangolo compreso tra i Comuni di Argenta, Portomaggiore e Ostellato. In questa zona infatti da un centinaio di giorni, ovvero da quando sono iniziate le ricerche del bandito Igor, i coaudiutori non sparano un solo colpo di fucile contro le nutrie, che rappresentano una minaccia per il sistema idrogeologico del nostro territorio. In questo periodo le nutrie sono proliferate con conseguenti danni all’agricoltura ed al sistema degli argini in un territorio dal punto di vista idrogeologico assai fragile. «Il piano di limitazione delle nutrie è stato sospeso il 10 aprile scorso - conferma Claudio Castagnoli, comandante della Polizia provinciale -; inizialmente in tutto il territorio provinciale per poter dare la possibilità alle forze dell’ordine che davano la caccia ad Igor di non essere disturbate. Da fine aprile, in accordo con il comandante provinciale dei carabinieri, è stata ripresa l’attività, ad eccezione del territorio del Mezzano».

In questa zona il divieto vige ancora. Fino a quando? Qualcuno dovrà pur comunicare qualcosa? Fra l’altro l’1 settembre inizierà la caccia e qualche comunicazione riguardante l’ex zona rossa dovrà pur essere fornita. Una soluzione ideale sarebbe quella di mettere attorno ad un tavolo tutti i soggetti interessati e non solo le forze dell’ordine, ma anche le associazioni professionali agricole e i Consorzi di Bonifica.

«C’è sempre stato un fortissimo coordinamento tra la polizia provinciale e le associazioni agricole - spiega Paolo Cavalcoli, direttore dell’Unione agricoltori di Ferrara -; gli agricoltori della zona si sono attrezzati e l’attività di contenimento prosegue quando c’è la disponibilità delle gabbie. Come Unione agricoltori abbiamo investito circa cinquemila euro per acquistarle. La situazione oggi è intollerabile. Ritorneremo in Regione chiedendo che si faccia carico dei danni. Per quanto concerne la zona del Mezzano, occorrerà fare chiarezza ed è necessario un chiarimento con le forze dell’ordine per capire quando potrà ripartire il piano di contenimento delle nutrie».

Sulla questione interviene anche Alan Fabbri, capogruppo della Lega Nord in consiglio regionale, il quale invoca da subito una soluzione che coinvolga le associazioni dei cacciatori. «Mi sono già attivato con un’interrogazione, l’emergenza è tale da non consentire ulteriori esitazioni - ha dichiarato lo stesso Fabbri -. C’è un evidente lassismo istituzionale, rappresentato anche dall’assenza di rimborsi per le aziende colpite, che non è più tollerabile. Serve una soluzione che chiami in causa le associazioni di cacciatori provinciali e regionali, al fine di estendere gli strumenti di contenimento delle nutrie. Non possiamo lasciare gli agricoltori soli, in ballo ci sono raccolti e redditi che rischiano di finire in nulla». Va detto che i coadiutori operativi sono circa 280.

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