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Anziani, un’altra truffa «Ci sono cascata anch’io»

Anziani, un’altra truffa «Ci sono cascata anch’io»

Il colpo in via Cicognara, una zona già interessata da molti episodi simili Il racconto di Rina: «È stato molto convincente, e io gli ho aperto la porta» 

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Ennesima truffa ai danni di anziani ieri in via Cicognara, una zona già presa di mira in passato da questo genere di truffatori. Ieri è toccato alla signora Rina Fabbri che ieri ha malauguratamente aperto la porta a un giovane che l’ha convinta a farlo entrare con la scusa di controllare il rubinetto. «Non mi so dar pace – racconta- perché oltre tutto alcuni vicini hanno già subito episodi analoghi e mi dovevano servire come esempio. E invece è stato così convincente …era un giovane sui trent’anni, alto, di corporatura normale e parlava perfettamente l’italiano. Mi ha detto che c’era una sostanza nociva nell’acqua e che doveva controllare». La signora Rina gli ha creduto e lo ha accompagnato al lavello della cucina da dove effettivamente usciva un odore acre che le bruciava gli occhi. «L’avrà spruzzata lui la sostanza nociva – prosegue – però io non mi sono accorta di nulla tranne del fatto che veramente l’odore era insopportabile. Mi sono spostata per respirare meglio e a quel punto mi ha chiesto se avevo la cassaforte, dell’oro oppure soldi perché “potevano deteriorarsi”. Gli ho dato 350 euro che mi rimanevano della pensione per arrivare alla fine del mese, che lui doveva mettere in frigo, e subito dopo mi sono insospettita. Quando è uscito sono andata subito a verificare ma i soldi non c’erano più».

La scusa non è nuova come non erano nuove le offerte di contratti più vantaggiosi fatte alle sue vicine alle quali tempo fa furono sottratte la borsetta o i soldi: a una mentre stava facendo il sonnellino in poltrona dopo pranzo. Ma la signora Rina è stata ingannata dalle parole del delinquente, che sono state sufficienti per farla cadere nel tranello. «Sono vedova e ho un figlio che ogni giorno viene a pranzo da me e mi dice sempre di non aprire a nessuno… Chissà quante me ne dirà oggi che è capitato quello che temeva! Ma ormai non c’è più nulla da fare. Speriamo che serva a qualche altra anziana!» La signora ha poi chiamato il 113 che ha raccolto la sua testimonianza facendo il verbale a cui seguirà la denuncia.

Margherita Goberti



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